di Maurizio Troccoli
Un primo portafoglio ordini per 50mila elettrodomestici tra frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie fa riaccendere le macchine alla Merloni. Comincerà lunedì 12 marzo, con i primi 7mila asciugatori realizzati in due settimane da 100 addetti nello stabilimento di Maragone, a Fabriano (Ancona), la nuova vita dell’ex Antonio Merloni, il gruppo elettrodomestico acquisito dalla J&P Industries. Lo ha reso noto la Fim Cisl, dopo in incontro con la direzione di J&P Industries, chiesto da Fim, Fiom Cgil, e Uil Uilm di Ancona e Perugia.
Poi toccherà ai frigoriferi A metà aprile partiranno le produzioni di frigoriferi nello stabilimento di Colle di Nocera, in Umbria e di lavatrici nella fabbrica di Santa Maria di Fabriano. Per i semilavorati J&P si rifornirà presso le aziende locali dell’ indotto che già producevano per la Antonio Merloni. L’azienda ha annunciato a breve l’assunzione di un direttore generale, e ha già fatto alcune assunzioni nell’area tecnica, fuori dal bacino dei lavoratori ex Merloni, che secondo J&P non disponeva di professionalità specifiche in quel settore. In base all’accordo di cessione firmato al ministero, il gruppo di Giovanni Porcarelli ha assicurato comunque nuove assunzioni di ex addetti A. Merloni, oltre ai 700 già riassorbiti. Uno screening dei prodotti esistenti e del loro livello di difettosità e un’analisi di mercato sono già stati completati. Al via i primi investimenti, con modifiche sulla parte elettronica dei prodotti.
Prorogata la cassa integrazione per i non riassunti La cassa integrazione per i circa 1.600 lavoratori ex A. Merloni di Marche e Umbria che non sono stati riassunti dalla J&P di Giovanni Porcarelli scade nel prossimo mese di maggio, e «sarà prorogata con una cassa integrazione di fine attività della durata di 12 più 6 mesi. Una situazione delicata, che crea ansia fra i lavoratori, e complica la già difficile situazione economica del territorio». È quanto afferma il senatore del Pdl Francesco Casoli, dopo un incontro con il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti, e «il dirigente Bianchi, che segue direttamente la questione dell’Antonio Merloni per il Mse». «Da parte del Governo – afferma Casoli – c’è la massima disponibilità per risolvere al meglio la questione e con Bianchi abbiamo condiviso l’impellente necessità di riscrivere quanto prima l’Accordo di programma tra lo Stato e le due Regioni, che va rimodulato». «Stiamo parlando – spiega – non solo di come allocare i 31 milioni di euro del fondo, ma anche di un intervento di Invitalia sulla falsariga di quanto fatto per Termini Imerese: una task force che studi come reindustrializzare l’area e attrarre nuovi investimenti sul territorio». Non c’è tempo da perdere: «non capisco – conclude Casoli – perchè la Regione Marche sia sorda a questi gridi di allarme. In questa situazione è indispensabile che la Regione coinvolga quanto prima tutti i parlamentari eletti di Fabriano»

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