di Fabio Toni
Un nuovo consiglio di amministrazione composto da tre professionisti. Fra loro, Roberto Bonucci, per lungo tempo direttore generale del pastificio De Cecco. Lo hanno varato i quattro soci del Gruppo Novelli, al termine di una giornata ricca di tensioni e colpi di scena. Secondo Ferdinando Novelli si tratta di una «proposta di alto profilo, ampiamente condivisa all’interno della proprietà». L’azienda si presenta all’incontro presso il ministero dell’economia, in programma per giovedì alle ore 15, con tre nuovi nomi da cui emergeranno anche le cariche di amministratore e presidente del Gruppo. Quelle appena passate sono state ore decisive e drammatiche per il futuro del Gruppo e dei lavoratori. Nel pomeriggio di mercoledì i sindacati hanno incontrato i quattro soci dell’azienda – i fratelli Ferdinando, Luigi, Torquato e Enzo Novelli – per superare la fase di stallo e chiedere certezze sui componenti del consiglio di amministrazione che l’azienda dovrà portare giovedì, al nuovo faccia a faccia con i rappresentanti del ministero per lo Sviluppo economico. Al summit di lunedì l’azienda si era presentata soltanto con due dei quattro fratelli proprietari, Torquato e Luigi Novelli. I lavoratori, che in mattinata hanno tenuto un presidio di fronte alla sede amministrativa dell’azienda, a Terni, sono sul piede di guerra: giovedì sciopereranno per tutta la giornata e terranno dei presidi davanti alle fabbriche di Amelia e Spoleto.
Repulisti L’incontro lavoratori-proprietà si è aperto con la lettura di una lettera da parte di Ferdinando Novelli, sottoscritta da lui e dal fratello Luigi, in cui i due soci affermano di credere fermamente nel rilancio dell’azienda, gravata da debiti «a malapena coperti dal patrimonio di cui il Gruppo dispone», come ha affermato lo stesso Ferdinando. Una lettera in cui si addebita al management, senza mezzi termini, la «gestione fallimentare dell’azienda», in particolare nei settori «della finanza, del commerciale e della filiera delle uova». Il cambio di rotta, per Ferdinando e Luigi Novelli, sarebbe in una sorta di «repulisti» delle cariche dirigenziali. Ma ai sindacati, e alle banche, sta a cuore soprattutto il capitolo relativo al consiglio di amministrazione: con nomi autorevoli e credibili gli istituti di credito potrebbero riaprire i cordoni della borsa fornendo ossigeno al Gruppo.
AUDIO: PARLA FERDINANDO NOVELLI
Battaglia sul cda Prima della svolta arrivata in serata e dopo la bocciatura della «triade» composta da Chiostri, Castellani e Rossignoli è emersa la proposta di Ferdinando Novelli che guarda a un cda presieduto da una figura super partes e autorevole (il professor Alessandro Musaio, docente di Economia alla Luiss) e da quattro consiglieri, scelti rispettivamente da ciascun socio del gruppo. «Finché ho il 25% delle quote – ha affermato Ferdinando Novelli – decido io chi deve rappresentarmi all’interno del cda». L’esatto opposto del passo indietro auspicato dai sindacati. Con il nuovo board varato all’ultimo istante l’azienda si presenterà a Roma per riconquistare la fiducia degli operatori.
Le divisioni Ciò che è emerso anche nell’incontro fra proprietà e sindacati è la sostanziale divisione interna ai soci del Gruppo. Frutto di dissapori personali e legati alla gestione passata dell’azienda. «Per le rese dei conti ci sarà tempo – affermano i rappresentanti dei lavoratori – mentre ce n’è sempre meno, invece, per ottenere la fiducia e nuove aperture da parte delle banche. In caso contrario lo spettro del fallimento si fa sempre più concreto. Le divisioni fra i quattro soci sono emerse in maniera palese anche nell’ultimo incontro e la composizione dei contrasti appare drammaticamente difficile».
Il presidio In mattinata, come detto, si è svolto il presidio di fronte alla sede ternana di via del Commercio, con oltre cento lavoratori e i sindacati che sono stati ricevuti da Torquato Novelli, l’unico socio presente in azienda in quel momento. «Salviamo Ovito (uno dei marchi del gruppo, ndr) – era scritto in uno degli striscioni – per salvare le nostre famiglie». Il primo confronto ha portato alla definizione dell’incontro previsto per il pomeriggio che i sindacati, con una nota unitaria, hanno commentato così: «Non ci sono purtroppo elementi di novità positivi – hanno spiegato -, anzi, la preoccupazione delle organizzazioni sindacali è sempre più forte. Restano divisioni nettissime all’interno della proprietà che non permettono di vedere sviluppi positivi. Non ci sono state comunicate le scelte sulla riorganizzazione dell’azienda che domani saranno presentate in sede di ministero – continuano i rappresentanti dei lavoratori – ma se queste sono le condizioni, le prospettive sono drammatiche».
Sindacati: passaggio importante Prima del faccia a faccia del pomeriggio i sindacati parlavano di un «passaggio importante perché nella storia del Gruppo Novelli non siamo mai riusciti ad avere un colloquio con i quattro proprietari tutti insieme. È un faccia a faccia cruciale in vista dell’incontro di giovedì a Roma nella sede del ministero per le Attività produttive». Ad oggi i dipendenti non hanno ricevuto lo stipendio di settembre, mentre le due mensilità precedenti erano state percepite al 50%.



