Il presidio dei lavoratori Novelli (foto F. Troccoli)

di Chiara Fabrizi 

Lo sciopero a oltranza dei lavoratori della Novelli è scattato lunedì mattina con una manifestazione a Perugia di fronte al palazzo della Regione. Una cinquantina gli operai che hanno presidiato piazza Italia con fischietti e striscioni per chiedere ancora una volta certezze sul futuro del Gruppo che occupa circa 300 lavoratori tra Spoleto, Terni e Amelia e altri 200 nei siti produttivi di Lazio e Lombardia. Grande preoccupazione per gli almeno cento stagionali con contratti in scadenza il 31 dicembre.

Sciopero, vendita e summit al Mise Sul tavolo c’è come sempre l’impasse calata ormai da alcune settimane sulla vendita dell’azienda che produce principalmente pane e uova. A tirare il freno a mano sulla cessione al prezzo simbolico di un euro in favore della famiglia Greco di Cariati (Cosenza) sono stati i fratelli Torquato, Ferdinando ed Enzo Novelli chiamati ad apporre la firma per dare il via all’operazione. In particolare come già emerso nei giorni scorsi Torquato e Ferdinando avevano manifestato la disponibilità a sottoscrivere la vendita, mentre Enzo l’aveva vincolata alla presa visione del piano industriale dell’acquirente. Al di là delle posizioni, però, al momento nessuno avrebbe firmato la cessione, da qui la tensione tra i lavoratori che da lunedì hanno proclamato lo sciopero a oltranza anche in vista del nuovo summit programmato per mercoledì al ministero dello Sviluppo economico.

Marini e Paparelli Una delegazione è stata ricevuta in prefettura e poi a palazzo Donini dalla presidente Catiuscia Marini e dal vice Fabio Paparelli che, dopo aver raccolto le istanze dei lavoratori, hanno ribadito: «Siamo al vostro fianco in questa delicata fase in cui si sta definendo il passaggio di proprietà. Come Regione abbiamo seguito costantemente l’evolversi della vicenda della Novelli a partire da settembre 2012 fino ad oggi nel contesto delle attività del tavolo nazionale attivato per garantire la continuità dell’attività industriale delle numerose aziende del gruppo. Uno sforzo che ha consentito di traghettare sinora una situazione difficile. Il futuro dell’azienda – hanno evidenziato – necessità però di un cambio di passo per dare certezze e continuità alla produzione e al lavoro in un contesto territoriale già provato da crisi di altre importanti aziende». A conclusione dell’incontro Marini e Paparelli hanno affermato «che la proprietà è chiamata ad un’assunzione di responsabilità chiara non più rinviabile rispetto alla conclusione del percorso di cessione. La prossima riunione di mercoledì 21 al ‘Mise’ – ha detto la presidente Marini – assume quindi, un carattere decisivo in quanto alla proprietà si chiederanno impegni chiari e tempi definiti per evitare che i lavoratori e le loro famiglie continuino a vivere una situazione di stallo e incertezze per il futuro, oltre che per garantire all’Umbria una presenza industriale di rilievo in un settore strategico come quello dell’agroalimentare».

Sindaco Cardarelli: «Grande preoccupazione» A Umbria24, il sindacalista Gianluca Menichini della Flai-Cgil ha spiegato: «La vicenda sta raggiungendo livelli quasi comici se non fosse che il Gruppo è sull’orlo del baratro. Dal Consiglio di amministrazione viene infatti indicata la data del 31 dicembre come ultima scadenza per evitare il fallimento della Novelli intorno alla quale si celano interessi economici e giochini che non riusciamo a capire. In questa fase, quindi, non possiamo che chiedere a chi ne ha la possibilità di fare il possibile per evitare il licenziamento di un numero elevatissimo di lavoratori». A Perugia anche il sindaco di Spoleto, Fabrizio Cardarelli: «Siamo molto preoccupati per le sorti dei lavoratori della Novelli perché la situazione è in stallo. Mercoledì andremo al Mise per cercare di trovare una possibile soluzione al problema che non è semplice ma come istituzioni faremo tutto ciò che possiamo». E al summit di mercoledì al ministero ha chiesto di partecipare anche il senatore spoletino del M5s, Stefano Lucidi: «Vogliamo  dare un contributo alla tutela delle garanzie del territorio e di centinaia di dipendenti e famiglie legati alle sorti di questa azienda, che in Umbria riveste da anni un ruolo importante, pertanto attendiamo fiduciosi una risposta positiva da parte degli uffici del Mise».

@chilodice

 

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