di Chiara Fabrizi
Un centinaio di lavoratori perlopiù in organico al sito di Spoleto della Novelli sono scesi in strada per chiedere a gran voce la vendita del Gruppo, intorno alle 10.30 è stata anche bloccata la rotonda dello svincolo Nord della città. Lo sciopero di otto ore proclamato per tutta la giornata di giovedì è stato però ridimensionato con le maestranze che, almeno a Spoleto, lavoreranno due ore a turno per evadere una commessa destinata alla grande distribuzione: «Lo abbiamo fatto – ha spiegato la Rsa di Fai-Cisl, Vania Venturi – per senso di responsabilità, lo stesso che negli ultimi quattro anni ha tenuto in piedi l’azienda».
Corteo e strada bloccata a Spoleto In via Pietro Conti i dipendenti sono tornati a chiedere ai soci fondatori la firma per la vendita del Gruppo, su cui pende l’offerta di acquisto delle Fattorie Greco dell’omonima famiglia di Cariati (Cosenza) proprietaria anche di alcune cliniche. La situazione resta, però, quella delineatasi nelle ultime 48 ore con Torquato e Ferdinando Novelli che si sono detti disponibili a cedere le proprie quote di partecipazione (complessivamente oltre il 65 per cento) e il terzo fratello, Enzo Novelli, che invece resta fermo nella propria posizione chiedendo di prendere visione del piano industriale dei Greco e sollevando ombre pesanti sulla «richiesta di cessione delle partecipazioni a un prezzo simbolico in favore di due società, vale a dire Fattorie Greco srl e Phoenix srl, la prima costituita nel 1998 con capitale sociale di 10.328 euro e ultimo bilancio depositato relativo all’esercizio 2014 mentre la seconda costituita nel 2011 con capitale sociale di 10 mila non interamente versato e ultimo bilancio depositato relativo all’esercizio 2013». Va detto che formalmente e per ora neanche gli altri due Novelli hanno apposto le firme per la vendita.
Lunedì al Mise poi sciopero a oltranza Le condizioni finanziarie del Gruppo sono disperate con un passivo che si aggira intorno ai 120 milioni di euro (80 realizzati dai Novelli e gli altri 40 dal Consiglio di amministrazione tecnico alla guida da quattro anni) e liquidità pari a zero tanto che il pagamento degli stipendi continua a restare un miraggio. I Greco hanno fatto sapere in sede ufficiale di essere pronti ad accollarsi tutte le passività mettendo sul piatto anche investimenti per circa 15 milioni di euro, tuttavia non è stato presentato il progetto industriale. Sul punto al corteo è intervenuto il segretario della Uila-Uil, Daniele Marcacciaoli: «I Novelli tacciano i Greco di avere capitali legate a società oggi inattive che useranno per rilevare Novelli senza creare una nuova newco,il punto qui è un altro quale affidabilità danno invece i Novelli? Nessuna, ma se non si mettono i soldi nell’azienda si chiude ed è assurdo perché c’è lavoro. Fino a lunedì cercheremo di fare il possibile affinché questa realtà torni agli antichi splendori». L’orizzonte è quello del prossimo tavolo convocato dal Mise quando le parti, sicuramente quelle sociali e istituzionali, tenteranno di sbloccare l’impasse. Dopodiché sarà sciopero a oltranza.
Sindaco di Amelia «Massima solidarietà e vicinanza a tutti i lavoratori» è espressa dalla sindaca Laura Pernazza a proposito della crisi che coinvolge il gruppo Novelli. «Lancio un appello – dice la Pernazza – a tutti i soci del gruppo affinché con grande senso di responsabilità garantiscano una rapida soluzione della vertenza. Noi siamo presenti e vigileremo nell’interesse di tutti i dipendenti».
