di Chiara Fabrizi
Sono stati naturalmente tanti i lavoratori del Gruppo che giovedì sera hanno partecipato all’appuntamento serale di fine anno organizzato dai fratelli Greco, nuovi patron del Gruppo Novelli (oggi Alimenti italiani srl) dopo l’operazione di cessione ‘forzata’ compiuta dal ministero dello Sviluppo economico (Mise) e dal Consiglio di amministrazione tecnico (Cda) di fronte al rifiuto alla firma di alcuni soci.
I fratelli Greco incontrano i lavoratori Nel mangimificio di Terni sono confluiti almeno duecento dipendenti, tra loro anche quelli in organico ai siti di Spoleto, Amelia, Latina, ma anche Torquato Novelli, a lungo presidente delle omonime fattorie e unico socio che nella lunga e tumultuosa trattativa ha tenuto una posizione di apertura verso la vendita al prezzo simbolico di un euro delle storiche aziende di famiglia con un organico di 500 unità, di cui 300 in Umbria. Presenti anche i sindaci di Spoleto e Amelia, Fabrizio Cardarelli e Laura Pernazza, così come i funzionari della Regione che hanno seguito la vertenza fin dal 2012 quando è scattata l’amministrazione straordinaria a guida Alessandro Musaio, presidente del Cda tecnico. In base a quanto riferito da sindacalisti e lavoratori presenti, Saverio Greco non è entrato nel merito del piano industriale ma ha ribadito l’impegno per il rilancio del Gruppo e quindi di tutte le produzioni.
Cento contratti da rinnovare e stipendi Tuttavia al momento il primo fondamentale segnale atteso dalla nuova proprietà è il rinnovo dei cento avventizi, formalmente lavoratori stagionali ma legati all’azienda anche da dieci anni. I contratti scadono il 31 dicembre e sono quindi attesi quelli nuovi. Sul punto nessuno si sbilancia ufficialmente motivo per cui la cautela resta d’obbligo nonostante da ambienti sindacali e tra le maestranze si registri una certa fiducia per il rinnovo imminente. A rendere il clima positivo, va rilevato, non è soltanto la fine dei quattro anni di amministrazione straordinaria segnati da sacrifici enormi per i lavoratori, ma pure il pagamento di due mensilità di stipendio arretrate (ottobre e novembre). Resta comunque appesa la tredicesima e altre spettanze che dovranno essere onorate.
I capannoni di Spoleto e il pet food di Terni All’indomani dell’incontro coi lavoratori a Terni, ma anche alla girandola di visite e controlli compiuti dalla famiglia Greco all’interno dei siti produttivi, emerge pure l’intenzione di ripristinare due capannoni di Boscaccio (Spoleto) vicini alle pulcinaie e destinati ad allevamento avicolo. Voci di corridoio indicano anche un interesse dei Greco per la ripresa della produzione del pet food di Terni, mangimi per animali che hanno rappresentato a lungo una delle attività del Gruppo che ha gli asset principali nel comparto alimentare con uova e pane. Dalle voci si dovrà passare agli impegni formali. Al massimo nel giro di un paio di settimane, questo emerge, le parti sociali torneranno ad accomodarsi al tavolo del Mise, che ha gestito le varie fasi della crisi aziendale, dove la famiglia Greco dovrà illustrare il piano industriale, quindi i livelli occupazionali, gli investimenti e gli obiettivi di produzione.
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