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sabato 2 luglio - Aggiornato alle 20:09

“Nodino” di Perugia, i comitati: «Non risolverà i problemi di traffico, ma devasterà il territorio»

Sull’opera cittadini e imprese lamentano il silenzio della politica malgrado le richieste di confronto

Parte del progetto per il Nodino

«Non risolverà i problemi del traffico di Perugia, ma avrà un impatto devastante sul territorio». Va avanti la battaglia della associazione del coordinamento dei cittadini, delle imprese e dei comitati, contro il “Nodino” del capoluogo dopo che l’assessore regionale Enrico Melasecche ha manifestato la volontà di riprendere in mano la progettazione dell’opera, ricompattando un movimento che già nei primi anni 2000 si mobilitò per fermarne la realizzazione.

STORICA BATTAGLIA
SALVAGUARDARE IMPRESE AGRICOLE

«Politica silente» Ora il Nodo di Perugia, ribattezzato “Nodino” è al centro di una petizione che nel giro di qualche settimane ha raccolto circa 3.100 sottoscrizioni. Ad aderire alla campagna sono stati il Fai Umbria, Italia Nostra di Perugia, Wwf Umbria, Legambiente Umbria, Fiab (federazione italiana ambiente e bicicletta) di Perugia e Marsciano e una serie di realtà associative che da Collestrada si allungano fino a Balanzano passando per Ponte San Giovanni. La petizione, nelle intenzioni del coordinamento contro il Nodino di Perugia, avrebbe dovuto «stimolare in ogni modo un confronto serio in ambito sociale, tecnico, universitario e politico, ma ad oggi – sostengono – dalla politica non abbiamo ricevuto nessuna risposta e crediamo invece che ci sia bisogno di guardare al bene comune per le attuali e future generazioni».

Perché contro il “Nodino” di Perugia Per tutti loro il “Nodino” di Perugia «causerà lo stravolgimento delle sorgenti e delle falde acquifere, il peggioramento dell’inquinamento acustico e atmosferico con inevitabile ricaduta sulla qualità della vita della cittadinanza, sulla fauna e sulla vegetazione». Cittadini e imprese ritengono anche che l’opera costerà «centinaia di milioni di euro per un tracciato di meno di 7 km che, in base alla delibera 107 del 2018 del consiglio comunale di Perugia, ridurrà solo del 15-20 per cento la pressione del traffico sull’area», ma in compenso, è la posizione del coordinamento di cittadini e imprese, «avrà un impatto devastante sul borgo e sul sito di interesse comunitario “Boschi a Farnetto” sul territorio», oltre a «comportare la distruzione di aree agricole produttive e attività ricettive».

 

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