Non si fermerà a Perugia la proposta della Nestlé per una sorta di «patto generazionale» in termini di contratto di lavoro tra genitori e figli. «Se ci sono le condizioni verrà estesa anche ad altre realtà, per esempio agli uffici di Milano», dice all’ANSA Gianluigi Toia, direttore relazione industriale del gruppo Nestlé.
Discrezione totale «Non si tratta di un automatismo, la scelta è a totale discrezione del lavoratore o lavoratrice – afferma Toia – nel caso abbiano figli idonei». «Non tutti se la sentono di continuare a lavorare fino a 67 anni, diciamo – spiega Toia – che la proposta è una diretta conseguenza della riforma Fornero. Se ci sono le condizioni, è lo stesso dipendente con un contratto di 40 ore, a proporre di lavorarne 30; in tal modo – prosegue il direttore delle relazioni industriali della Nestlé – si vedrà decurtato lo stipendio del 20% anziché del 25%. Il figlio o la figlia, se considerati idonei, verranno assunti con un contratto a tempo indeterminato a 30 ore per iniziare».
Uno stipendio e mezzo «Insomma – dice Toia – in una famiglia entra uno stipendio e mezzo invece di uno. Tra molti lavoratori la proposta ha suscitato commenti positivi, anche sul web. Molti hanno detto “perché no?”. Una proposta quindi figlia della riforma Fornero ? Finora si andava in pensione a 60 anni, oggi a 67».
Forze fresche «Per alcune persone – spiega – può andare bene, ad altri può non entusiasmare, preferiscono passare meno ore al lavoro. Il vantaggio di un’azienda sta nel giusto equilibrio tra forze “imparate” e forze fresche. In tal modo introduciamo forze fresche, sfruttando allo stesso tempo l’esperienza. Per quelli che non se la sentono è un’opportunità, così come quella per un giovane di avere un contratto a tempo indeterminato di questi tempo. La precarietà di cui parlano i sindacati non so dove la vedono».
Nulla di strano «Non ci vedo nulla di strano. Spero che le resistenze dei sindacati possano essere superate. Se così sarà, l’iniziativa potrà essere estesa, realisticamente potrebbero essere interessati gli uffici milanesi. E’ ancora da discutere, tanto rumore per nulla». In Italia il gruppo Nestlé ha 18 sedi e conta oltre 5.500 dipendenti; le piu grandi sono la Perugina a San Sisto e la sede di Milano, con oltre un migliaio di addetti l’una. A proposito di Perugia l’azienda smentisce l’ipotesi circolata di 150 esuberi

