di Dan.Bo.

Nel corso del 2022 l’inflazione ha pesato in media per oltre duemila euro sulle famiglie umbre. Il dato emerge dall’ultimo report di Istat sulle spese per consumi delle famiglie. In particolare lo scorso anno tra cibo, casa, abbigliamento, salute, trasporti e così via si parla di 2.539 euro, 175 in più rispetto all’anno precedente. In termini percentuali si parla del 6,9 per cento, che è comunque uno dei più contenuti in Italia, dove la spesa media è stata di 2.625 euro (+8,7 per cento).

Le regioni Rispetto al 2021, infatti, la spesa aumenta significativamente in quasi tutte le regioni, con le sole eccezioni di Valle D’Aosta, Friuli Venezia-Giulia e Calabria, dove le variazioni osservate non sono statisticamente significative. Gli aumenti maggiori si registrano in Liguria (+19,3 per cento) e in Trentino-Alto Adige (+17,2 per cento); attorno al 12% la crescita di Toscana, Molise, Basilicata, Puglia e Sicilia, mentre la spesa aumenta dell’11 per cento circa nelle Marche e in Abruzzo, Campania e Piemonte. In linea con il dato nazionale la crescita in Emilia-Romagna. Gli incrementi più contenuti invece si osservano, oltre che in Umbria, nel Lazio (+7,7 per cento), in Lombardia (+5,6 per cento) e in Veneto (+5,4 per cento).

Inflazione In generale il forte incremento, nota Istat, «non corrisponde a un maggiore livello di spesa per consumi anche in termini reali. Infatti, considerata la forte accelerazione dell’inflazione registrata nel 2022 (+8,7 per cento), la spesa in termini reali rimane sostanzialmente inalterata». Le famiglie per far fronte al forte aumento dei prezzi hanno attinto anche ai risparmi accumulati nel biennio segnato dal Covid. 

Risparmio «Nel 2020 e nel 2021 – spiega infatti Istat – il tasso di risparmio lordo delle famiglie consumatrici è stato, rispettivamente, del 15,6 per cento e del 13,2 per cento, prima di ridiscendere ai livelli pre-Covid attestandosi attorno all’8 per cento». In molti casi poi sono state modificate le scelte di acquisto, anche per quanto riguarda il cibo: «Il 29,5 per cento delle famiglie intervistate nel 2022 dichiara, infatti – continua l’Istituto – di aver provato a limitare, rispetto a un anno prima, la quantità e/o la qualità del cibo acquistato». 

Le voci Tornando all’Umbria, le voci principali di spesa non sono mutate: per il cibo e bevande non alcoliche in media le famiglie umbre hanno speso 500 euro al mese, per casa e bollette 870, 315 per i trasporti, 500 per gli affitti, 95 per abbigliamento e calzature e 100 per curarsi. E proprio abbigliamento e calzature, insieme ad alcol e tabacchi, sono le uniche due voci di spesa per le quali si nota una diminuzione.

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