Le prenotazioni per le vacanze natalizie e di capodanno in Umbria fanno sperare bene. E i segnali positivi si registrano su tutto il mese di dicembre. E’ quanto racconta a Umbria24 Simone Fittuccia, presidente di Federalberghi che spiega come si stiano registrando già da ora, interessanti flussi turistici che confermano l’Umbria come una delle mete più suggestive per il periodo che anticipa il Natale.
«Stiamo monitorando una interessante movimentazione di turisti sull’area di Gubbio e del Trasimeno, non strettamente legata al fine settimana, probabilmente sollecitata dalle note attrazioni dell’accensione dell’albero di Gubbio e da quello sull’acqua al lago. Per il Natale notiamo un crescente cambiamento nelle abitudini di chi prima preferiva organizzarsi in casa, radunando la famiglia, mentre oggi, sempre più, prova a organizzare un’occasione di convivialità fuori, prenotando strutture e ristoranti».
Parlando di numeri le attuali prenotazioni, ancorché non perfettamente indicative di quanto si registrerà verso la fine del mese, parlano «di un 40% di strutture prenotate nelle principali mete turistiche della regione – continua Fittuccia – con una media di permanenza pari a tre notti sul Natale e due notti sul capodanno. Praliamo principalmente di un flusso di turisti italiani che scelgono l’Umbria per la possibilità di vivere una esperienza natalizia molto vicina alle aspettative di suggestione, per come percepiamo questa ricorrenza. Le nostre ambientazioni, anche quelle ricettive oltre a quelle paesaggistiche e i monumenti, ma anche gli eventi come i mercatini o gli appuntamenti culturali, come i grandi simboli del Natale intercettano un crescente interesse. Parliamo – precisa il presidente di Federalberghi Umbria – di 80 percento di turisti italiani e 20% di stranieri».
Una curiosità che le strutture turistiche e della ristorazione stanno registrando in Umbria secondo l’organizzazione di categoria è una maggiore vitalità sul Natale, mentre i responsi delle prenotazioni su capodanno registrano un leggero ritardo rispetto agli anni passati. «Probabilmente – continua Fittuccia – questo è dovuto a una migliore collocazione del Natale nei giorni della settimana. Il 25 che è prossimo all’apertura delle ferie viene di giovedì, consentendo un fine settimana lungo. Molti potrebbero percepire il 28 o il 29, ovvero la domenica e il lunedì come l’occasione per rientrare. Considerando il capodanno il terminale delle ferie e quindi l’occasione del rientro. Ma è troppo presto per dirlo e vogliamo augurarci che presto le prenotazioni confermeranno anche per il capodanno, a partire da martedì 30, gratificanti presenze di flussi turistici nella nostra regione, dove è possibile vivere questa ricorrenza in maniera speciale, pensando a tutto quello che siamo in grado di organizzare».
Per quanto riguarda il turismo in generale negli ultimi mesi l’Umbria ha già mostrato segnali di crescita: nel secondo trimestre del 2025 si sono registrati 930.206 arrivi e 2.247.114 presenze, con aumenti rispettivamente dell’11,2 per cento negli arrivi e del 13 per cento nelle presenze rispetto allo stesso periodo del 2024. La permanenza media si è attestata sui 2,4 giorni. Segnali rilevanti provengono anche da singole realtà locali: per esempio nel territorio di Foligno, nel secondo trimestre, le presenze sono cresciute del 3,9 per cento rispetto all’anno precedente.
Questa congiuntura — con un’Italia che punta a riposizionarsi come meta turistica appetibile durante tutto l’arco dell’anno — offre all’Umbria un’opportunità concreta per consolidare la tendenza. L’internazionalizzazione dei flussi, unita a una crescente attenzione per mete “minori” e meno affollate, può favorire borghi, piccoli centri, strutture ricettive alternative come agriturismi e B&B, ma anche valorizzare patrimonio storico‑culturale e naturalistico.
