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domenica 19 settembre - Aggiornato alle 13:26

Nasce ‘Agrisocial Network’: la Rete che mette insieme la qualità e l’impegno nel sociale

Cooperative sociali, imprese agroalimentari, associazioni ed enti di ricerca insieme anche per accreditare i servizi educativi, rieducativi e riabilitativi in agricoltura

 

Libera, Di Somma, Bernardoni e Mariani

Ha preso il via formalmente l’attività del gruppo operativo “Agrisocial Network”, il contratto di rete che riunisce cooperative sociali, imprese agroalimentari, associazioni ed enti di ricerca di rilevanza nazionale nel settore dell’agricoltura sociale finanziato dal Psr dell’Umbria con la misura 16.1. «Il progetto è stato promosso da Confcooperative Umbria e Legacoop Umbria – spiegano Carlo Di Somma e Andrea Bernardoni presidenti del settore della cooperazione sociale delle due centrali cooperative – e vede coinvolte le più rilevanti ed innovative cooperative sociali di tipo a) e di tipo b) operanti in Umbria».

Agrisocial Network «Il partenariato coinvolge 42 attori – chiarisce il presidente del gruppo operativo e segretario regionale di Confcooperative Lorenzo Mariani – e possiamo dire con orgoglio e senza timore di essere smentiti che costituisce per numero e qualità dei soggetti coinvolti, il più rilevante gruppo operativo incentrato nell’agricoltura sociale fin qui finanziato dai Piani di sviluppo rurale delle 20 Regioni e due Province autonome. Obiettivi principali del progetto – aggiunge Mariani – sono sostanzialmente tre: contribuire a dare valore aggiunto ai prodotti dell’agricoltura sociale attraverso la predisposizione di un disciplinare di certificabilità ed un marchio di riconoscibilità; la codificazione di processi produttivi in agricoltura volti all’inclusione lavorativa di persone con disabilità, ai percorsi terapeutici e riabilitativi, ai percorsi educativi e formativi; la definizione di un processo di accreditamento dei servizi socio-sanitari connessi all’agricoltura sociale».

Tre filoni «Il progetto è assai complesso e parimenti stimolante – prosegue il project manager Enrico Libera – con 3 filoni principali che si dipaneranno in 10 azioni e 41 sotto-azioni nelle quali ognuno dei 42 partner metterà a disposizione del gruppo operativo nei due anni di durata del progetto il personale altamente qualificato concorrendo all’elaborazione dei contenuti della sperimentazione. In questo percorso ci avvarremo del supporto scientifico dell’Università di Perugia con i professori ed i ricercatori di tre Dipartimenti, dell’Università di Pisa e dell’Euricse di Trento. In premessa ci sono pertanto tutte le condizioni per produrre contenuti dall’alto valore e dall’alta utilità per la crescita del comparto dell’agricoltura sociale nella nostra regione».

Il vicepresidente della Giunta regionale e assessore alle Politiche agricole, Roberto Morroni sottolinea come «sui progetti d’innovazione la Regione ha dedicato e continua a dedicare risorse importanti attraverso le misure 16.1 e 16.2 del Psr, supportando progetti pilota come questo sull’agricoltura sociale in grado di innescare risvolti occupazionali, commerciali, educativi e di sostenibilità». «Questo progetto – aggiunge – presenta anche importanti connotati sociali che mettono in connessione mondi apparentemente distanti come quello del terzo settore e quello agricolo. La Giunta regionale osserva con grande attenzione la crescita degli ultimi anni del fenomeno delle fattorie sociali in Umbria – prosegue Morroni – preannunciando la prossima pubblicazione di un bando ad hoc nel quale la Regione dell’Umbria metterà a disposizione 1,8 milioni di euro per le imprese che praticano agricoltura sociale. E’ altresì auspicabile – conclude Morroni – che da questo gruppo operativo possano scaturire reali opportunità di valorizzazione commerciale dei prodotti dell’agricoltura sociale unitamente ai contenuti per portare a compimento il percorso regolamentare attuativo della Legge regionale sulle fattorie sociali ed i presupposti per l’accreditamento dei servizi rieducativi, terapeutici e riabilitativi connessi all’agricoltura».

Qualità e solidarietà «Il consumatore è sempre più attento alla provenienza ed alla storia che si cela dietro ad un prodotto agroalimentare – concludono Di Somma e Bernardoni – noi con questo progetto vogliamo aggiungere a tali prodotti anche i valori della solidarietà».

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