I lavoratori sono preoccupati

di M. To.

Una processione no, proprio no. Ma, un po’ alla spicciolata, alla Sgl Carbon di Narni sono iniziate le visite dei possibili acquirenti.

Due su tre Nei giorni scorsi è stata la volta degli argentini della Transclor, mentre lunedì mattina si sono affacciati quella della cordata locale, ‘Narni Carbon’. Per i prossimi giorni, invece, sono attesi gli incaricati dell’altra azienda italiana interessata: la Morex.

I pretendenti Transclor è, senza dubbio, la più grossa tra le imprese che si sono affacciate al ministero. La sua ‘mission’ aziendale, però – la produzione di cloro liquido, soda caustica, acido cloridrico, ipoclorito di sodio, cloruro di calcio – non è proprio in linea con le produzioni di elettrodi in grafite, ma loro dicono di voler ‘diversificare’ e «il sito di Narni, stanti le sue caratteristiche, può rappresentare una buona opportunità». La Morex, invece, ha pensato bene di ignorare le richieste di informazioni inviate: di questa azienda si parla come di un possibile intermediario che si sarebbe affacciato per conto di altri.

La cordata locale ‘Narni Carbon’, invece, costituita il 4 luglio scorso, con un capitate sociale di 10 mila euro, è rappresentata da Fabrizio Bartoli, che rappresenterebbe lo stesso gruppo che ha dato vita alla Neofil a Terni, rilevando la ex Meraklon Yarn e nella compagine societaria, ci sarebbe «un noto imprenditore ternano della meccanica’» ed un altro «con interessi nell’area compresa tra Calvi dell’Umbria e Otricoli».

Lavoratori perplessi Fabrizio Framarini, della Femca Cisl si fa portavoce delle perplessità dei lavoratori: «Dai dettagli appresi nei giorni precedenti, sulla ‘consistenza’ della cordata locale – dice – si è manifestata forte la preoccupazione dei lavoratori». Il Mise e Sviluppumbria, dice il sindacalista, «devono valutare le manifestazioni di interesse che, se ritenute congrue, vengono sottoposte a Sgl, la quale deve poi fornire i dati tecnici agli interessati per la eventuale preparazione di un piano industriale».

Il metodo Quello che il sindacalista stigmatizza è la mancanza di elementi certi di valutazione: «Fatta salva la bontà dell’offerta, sulla quale non è lecito pronunciarsi ora – dice Framarini – il dubbio è rappresentato dal metodo che Mise e Sviluppumbria usano per valutare queste manifestazioni di interesse e dai tempi, che sono stretti e bisognerebbe evitare ulteriori perdite di tempo».