di Marco Torricelli
Lo hanno accolto con parecchi mugugni e, pure, qualche urlaccio. La macchina con a bordo Mauro Montani, il ‘numero uno’ della struttura italiana della Sgl Carbon, arrivando nello stabilimento narnese è dovuta passare tra due ali di quei lavoratori che, da mercoledì danno vita ad un presidio davanti ai cancelli della loro azienda. E non ci sono stati sorrisi.
La riunione Montani, per prima cosa, ha raggiunto gli uffici per incontrare il management aziendale e poi ha visto i sindacalisti. Per dare brutte notizie: «Ci ha ribadito che la situazione economica è critica – raccontano – e che c’è una società di consulenza che sta esaminando i conti. Ma di fatto ci ha confermato che la proprietà è intenzionata ad andare avanti sulla strada annunciata».
La strategia La Sgl Carbon aveva annunciato l’intenzione di dimezzare la produzione dello stabilimento narnese, passando dalle attuali mille a 500 tonnellate al mese di elettrodi di grafite – utilizzati nei forni elettrici delle acciaierie (l’Ast di Terni, per dire, si approvvigiona per il 70% proprio a Narni) – con il conseguente spegnimento di uno dei due forni esistenti. I lavoratori avevano risposto con uno sciopero, nel corso del quale erano stati ricevuti in Comune. Poi erano arrivate anche le iniziative politiche.
La produzione In netto contrasto con la decisione relativa al sito narnese, avevano infatti denunciato i sindacati «i volumi di produzione complessiva, previsti per il gruppo, sono aumentati a 180mila tonnellate, contro le 160mila di alcuni mesi fa, ma con lo spostamento delle produzioni stesse sugli impianti spagnoli e tedeschi». Mettendo di fatto a repentaglio la sopravvivenza stessa dell’impianto narnese – dove lavorano 110 persone – e che è «l’unico, in Italia, nel quale questi prodotti si fanno».
I volumi Per il 2013, ha confermato Mauro Montani, sono confermate le 180mila tonnellate a livello globale, ma nel 2014 la produzione scenderà a 160mila, solo seimila delle quali – secondo Sgl Carbon – si faranno a Narni: 500 al mese, appunto, come annunciato. «Una scelta sbagliata – replicano i rappresentanti sindacali – e che noi contrasteremo fino in fondo».
Il forno Le procedure di spegnimento del forno, peraltro, sono già state avviate: «Si tratta di un processo che durerà una ventina di giorni – spiega un ‘lavoratore di lungo corso’ – perché il materiale in cottura è stato caricato a più riprese e, quindi, si deve aspettare che abbia ultimato il processo l’ultima partita inserita. La conferma che l’intenzione di spegnere è confermata, però, è data dal fatto che non sono state predisposte ulteriori cariche. Quando l’ultima cottura sarà terminata, il forno verrà spento».
Il vertice Venerdì pomeriggio, palazzo comunale narnese, è in programma un incontro tra Comune, Regione e sindacati: il sindaco, Francesco De Rebotti, nei giorni scorsi era stato chiaro: «L’azienda deve confrontarsi con noi, ma sapendo che non accetteremo tagli delle produzioni o scadimento delle stesse». Soprattutto perché, aveva denunciato il sindaco «siamo di fronte ad una palese violazione di accordi già da tempo sottoscritti con l’azienda e che prevedevano anche notevoli vantaggi per Sgl Carbon, anche sotto il profilo del costo dell’energia (il vero problema, pare di capire; ndr) oltre che possibilità di nuovi insediamenti all’interno del sito».
Lo sciopero In concomitanza dell’incontro – previsto per le 15,30 – in piazza dei Priori si terrà una manifestazione del lavoratori della Sgl Carbon: «Sono state proclamate – confermano i sindacalisti – quattro ore di sciopero, ma a questa iniziativa ne seguiranno certamente altre, perché i lavoratori non hanno intenzione di mollare». Certo è, dicono, che «per salvare la Sgl Carbon ci sarà bisogno di una decisa presa di posizione anche del governo nazionale». E lanciano una proposta: «In Italia ci sono diverse acciaierie che utilizzano forni elettrici e potrebbero approvvigionarsi a Narni: perché non puntare su questa strategia per contrastare quella della chiusura, che sembra essere il vero progetto della proprietà?»
