di Marco Torricelli
Affollata come raramente succede. La sala consiliare del Comune di Narni, giovedì, si è riempita di lavoratori della Sgl Carbon che, usciti dalla fabbrica per lo sciopero di protesta indetto dai sindacati, sono stati ricevuti dal sindaco e dalla giunta.
Lo sciopero Le quattro ore di ‘fermata’ erano state indette dai sindacati come «prima risposta alla decisione, assunta unilateralmente dall’azienda, di dimezzare la produzione e di spegnere uno dei due forni di produzione. Una decisione che mette a repentaglio il futuro stesso dello stabilimento».
Il sindaco Non ha fatto giri di parole, Francesco De Rebotti: «La proprietà della Sgl Carbon dovrà darci delle spiegazioni e non accetteremo ulteriori dilazioni. Dal 18 settembre – ha insistito – sto aspettando una risposta ad una mia lettera nella quale chiedevo informazioni e che, credo che anche solo per buona educazione, mi dovevano essere date». Ma il sindaco non ne fa una questione di forma: «Qui si parla di una palese violazione di accordi già da tempo sottoscritti con l’azienda e che prevedevano anche notevoli vantaggi per Sgl, oltre che possibilità di nuovi insediamenti all’interno del sito. L’azienda sembra voler gettare tutto alle ortiche, ma non glielo permetteremo».
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I sindacati Negli interventi dei rappresentanti sindacali c’era tutto lo sconcerto per quanto sta accadendo: «Il sito narnese è l’unico, in Italia, dove si producono elettrodi in grafite per forni elettrici – è stato ricordato – e la decisione della Sgl Carbon non ha nessuna giustificazione». Ma non solo: «Le organizzazioni sindacali, ad oggi, non hanno ricevuto nessuna comunicazione ufficiale della decisione aziendale, che si è limitata ad una nota fatta pervenire alla Rsu – è stato detto – e la stessa Confindustria locale non ha detto una sola parola al riguardo».
La crisi Nel corso del suo intervento, il sindaco ha rilanciato una richiesta: «La vicenda Sgl si affianca alle altre situazioni di grande difficoltà che si registrano nel territorio – ha detto De Rebotti – ed è quindi sempre più urgente che la Regione, a cui spetta, chieda che per questa area sia riconosciuto lo stato di crisi industriale complessa, che permetterebbe una programmazione nuova diversa degli interventi indispensabili per affrontare una situazione che rischia di farsi insostenibile».
Nessuna concessione Quello che è emerso dall’incontro al Comune di Narni è che «istituzioni, sindacati e lavoratori voglio al più presto un confronto con l’azienda, ma partendo dalla certezza – è la sintesi delle posizioni – che non si accetteranno tagli delle produzioni o scadimento delle stesse». La crisi «delle acciaierie di Taranto e l’embargo sui prodotti destinati all’Iran (motivazioni addotte dalla Sgl per giustificare le proprie scelte; ndr) – è stato detto – somigliano a semplici alibi che, peraltro, stanno perdendo di significato alla luce degli ultimi avvenimenti in campo nazionale ed internazionale».
Il governo Mentre i sindacati nazionali di categoria confermano la richiesta avanzata alla direzione della multinazionale, per un incontro chiarificatore, a livello politico verrà richiesto che della vertenza Sgl si faccia carico il governo: «Questa non è e non deve essere fatta passare come una vicenda locale, ma la strategicità de sito le fa assumere connotati di interesse nazionale – dice l’assessore allo sviluppo economico del comune, Marco De Arcangelis e chiederemo alla presidenza del consiglio di farsene carico».
La solidarietà I lavoratori della Sgl Carbon, intanto, incassano il messaggio di solidarietà del presidente del gruppo di Forza Italia in Regione: «Esprimo a nome mio e dell’intero gruppo – dice Raffaele Nevi – la nostra vicinanza ai lavoratori, che in questi giorni hanno appreso le intenzioni dell’azienda in merito ai volumi di produzione e alle possibilità che si operi un dimezzamento di queste. É bene che la Regione metta in campo tutti gli strumenti necessari per scongiurare l’ennesimo duro colpo all’economia del nostro territorio avviando, quanto prima, un confronto con l’azienda».
