Una filiale Bcc di San Marzano

di C.F.

Nelle due province umbre di Perugia e Terni la quota di popolazione che ha una linea di credito aperta tra mutui e prestiti è attualmente maggiore della media italiana, ma il valore economico dei debiti contratti è inferiore. Emerge dalla fotografia scattata lunedì mattina da Il Sole 24 Ore su dati risalenti al giugno scorso, secondo i quali a livello nazionale la popolazione con un credito attivo è del 59,6 per cento per un debito medio residuo di 31.637 euro, che genera un rapporto medio tra esposizione e stipendio del 79,8 per cento, mentre le mensilità medie di salario necessarie per azzerarlo sono 17,4.

A fronte del quadro medio nazionale si apprende che in provincia di Perugia la quota di residenti alle prese con mutui e prestiti è del 63,5 per cento con un’esposizione media residua che si attesta 29.029 euro, mentre il rapporto tra debito e stipendio è dell’87,7 per cento, quindi più alto della media italiana, e le mensilità di salario necessario per ripianare sono 18.

A Terni, invece, la popolazione con una linea di credito aperta è appena inferiore a quella di Perugia, attestandosi al 61 per cento, e pure il debito medio residuo è più contenuto, girando a 27.272 euro, così come il rapporto tra esposizione e salario, che si attesta a 79,5, risultando perfino inferiore alla media nazionale, mentre per azzerare il debito i residenti della provincia di Terni dovrebbero versare 16,9 mensilità.

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