di M.R.
Necessario un approfondimento sulla richiesta di cassa integrazione. Questo aveva fatto sapere il ministero del Lavoro all’apertura del procedura del caso da parte di Moplefan e i documenti, inoltrati dall’azienda solo da pochi giorni, sono ora al vaglio degli uffici del dicastero competente. Uno stato di cose che si ripercuote direttamente sui lavoratori che, senza aver percepito tredicesima e vantando altri arretrati, per il mese di febbraio rischiano di rimanere economicamente scoperti senza un’approvazione lampo dell’ammortizzatore sociale, che risulta quantomeno improbabile. L’ultima erigazione è di metà gennaio. Per i pochi che lavorano, la spettanza risale invece a dicembre.
Ma la situazione della fabbrica del polo chimico che produce film di polipropilene è ben più complessa. E il tavolo romano è convocato, a questo punto per il pomeriggio del 3 febbraio, per un aggiornamento complessivo sulle reali prospettive di ripresa produttiva e riposizionamento sul mercato. Al centro del confronto al ministero, delle Imprese e del Made in Italy in questo caso, ci sarà la questione Invitalia, ovvero la possibilità che l’agenzia governativa possa intervenire nella compagine societaria a sostegno degli investimenti e della produzione e casomai assieme a quale altro partner industriale.
