Sconforto degli operai. Gli operai dipendenti dell'azienda Merloni scioperano con striscioni e conducono la loro manifestazione occupando i binari della stazione di Fossato di Vico
Protesta operai Merloni Ottobre 2010

«Ci sono tre manifestazioni di interesse per l’intero perimetro umbro marchigiano. Si tratta di gruppi internazionali le cui proposte sono al vaglio dell’amministrazione straordinaria dell’azienda, del ministero dello Sviluppo economico e dell’advisor finanziario, cioè Mediobanca». Lo ha ribadito stamani in seconda Commissione, durante un’audizione sull’utilizzo del Fondo regionale anticrisi, l’assessore regionale allo Sviluppo  economico Gianluca Rossi, il quale ha ricordato  che giovedì scade la data in cui le manifestazioni di interesse devono tramutarsi in «interesse vincolante».

Scadenza decisiva «Siamo alla vigilia  di una scadenza importante – ha osservato Rossi – perché se verranno confermate, da parte dei gruppi, una o più manifestazioni di interesse in maniera vincolante, come tutti auspichiamo, avranno l’obbligo di avviare la fase successiva di presentazione di un piano industriale e occupazionale. Sia noi che la Regione Marche, insieme al Ministero, stiamo monitorando costantemente la situazione.
 Di pari passo, in modo parallelo – ha rimarcato l’assessore –  cammina comunque la procedura di accordo di programma, riconfermata dal ministero dello Sviluppo economico e portata avanti insieme alle Regioni Umbria e Marche.  Si tratta di un ombrello protettivo rilevante e consistente, per il quale il ministero, dove è insediata la Commissione tecnica con Regioni e Invitalia, ha riconfermato le risorse  per 50 milioni di euro».

Le differenze rispetto alla Basell Al termine della riunione, Rossi, riferendosi alla vertenza Basell di Terni, ha detto che, a differenza della situazione Merloni non si tratta di «una crisi industriale, ma di una decisione assunta da una multinazionale all’interno di una sua autonoma strategia». Sottolineando «la disponibilità del Ministero dello Sviluppo economico e dello stesso ministro Romani» per la soluzione della vertenza», Rossi è  convinto della necessità di «una forte azione di diplomazia economica da parte del Governo nazionale».

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