Lavoro = dignità. Gli operai dipendenti dell'azienda Antonio Merloni, in segno di protesta, scioperano con striscioni e conducono la loro manifestazione occupando i binari della stazione di Fossato di Vico in Umbria
Gli operai della Merloni (foto F.Troccoli)

La cordata cinese che ha presentato un’offerta di acquisto non vincolante per il gruppo elettrodomestico Antonio Merloni svela parzialmente le carte. Stando ad una bozza di piano industriale presentata ai tre commissari straordinari dell’azienda, a rilevare i tre stabilimenti di Fabriano (Ancona) e Gaifana (Perugia) sarebbe la società G8 spa, in via di composizione: ne farebbero parte Otto Italia, che ha sede legale a Roma, e, come socio di maggioranza, la Nanchang ZeroWatt Electronics Group, azienda elettrodomestica cinese di proprietà pubblica, che ha sede a Nanchang, nello Jiangxi.

Bianco e nero a Gaifana Sempre che la cordata cinese non modifichi gli scenari in corsa (come è già avvenuto nei mesi scorsi), la G8 spa localizzerebbe la produzione di tutte le lavorazioni industriali del settore ‘bianco’, e in prospettiva del ‘nero’ (tv ed elettronica di consumo) nello stabilimento di Gaifana di Nocera Umbra. Lo stabilimento di Maragone a Fabriano dovrebbe essere riconvertito in un centro di ricerche avanzato a servizio del gruppo (più amministrazione, marketing, design, ecc.); quello di Santa Maria, sempre a Fabriano, diventerebbe un grande outlet di elettronica e risparmio energetico: per la commercializzazione dei prodotti ex A. Merloni ma anche importati.

Riassorbito il 70% dei lavoratori Stando all’ipotesi di piano, i lavoratori dei tre impianti (2.240 persone, oggi in cassa integrazione) verrebbero riassorbiti al 70% nell’arco di tre anni. Il restante 30%, in larga parte personale tecnico specializzato, riceverebbe incentivi per creare piccole società dell’indotto, a supporto della G8. Il capitale iniziale di G8 (sede futura ad Ancona) è indicato in 200 milioni di euro. L’obiettivo strategico: produrre e assemblare elettrodomestici di fascia alta, da commercializzare in Europa, Cina, Africa, Medioriente. Congruità e caratteristiche dell’offerta, che al momento non è vincolante, sono all’esame dei tre commissari straordinari. Così come l’unica altra offerta globale pervenuta alla scadenza del bando: quella della società iraniana con capitale a Dubai Mmd, che ha già acquisito il ramo piani cottura dell’A. Merloni, la Tecnogas di Reggio Emilia, e dato vita ad una newco che dal primo gennaio prossimo riassorbirà i 450 dipendenti del sito emiliano.

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One reply on “Merloni, ecco il piano industriale dei cinesi. Televisori e lavatrici prodotti a Nocera Umbra”

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