La presidente durante l'assemblea (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

«Se geograficamente ci troviamo al centro del paese, per quanto riguarda i redditi siamo al sud». Così la presidente della Regione Catiuscia Marini intervenendo all’assemblea regionale di Confindustria Umbria durante la quale mercoledì Ernesto Cesaretti (Antonio Alunni sarà il suo vice) è stato rieletto presidente (95 per cento i sì). «C’è un tema umbro – ha continuato la presidente al Lyrick – durante una tavola rotonda coordinata dal giornalista del Tg3 Giuliano Giubilei – che voglio affrontare: in questa regione i redditi sono molto bassi e questo tema va affrontato perché vanno ridati reddito e dignità a una parte di cittadini. Oltre alla produzione in questa regione va recuperata anche l’occupazione».

FOTOGALLERY: L’ASSEMBLEA

Giocare un ruolo La presidente poi commentando la relazione di Cesaretti ha spiegato che «l’essere una regione di piccole dimensioni non ci preclude affatto di fare tutto e bene. E le parole del presidente Cesaretti ci dicono proprio questo, e rappresentano un elemento di fiducia, non di ottimismo velleitario, bensì di saggia concretezza. Senza velleità, ma possiamo giocare un ruolo nel sistema paese». «Abbiamo bisogno di continuare – ha spiegato poi Marini – a svolgere politiche industriali capaci di rafforzare anche in Umbria la ripresa economica e soprattutto far sì che quel gruppo di imprese che in questi anni è stato capace di crescere si allarghi il più possibile e la crescita investa l’intero sistema produttivo e industriale regionale». Marini è anche intervenuta a proposito di quelli che sono i compiti della Regione, «impegnata a mettere sempre di più a disposizione dell’impresa una adeguata strumentazione, anche finanziaria, puntando sulle risorse della programmazione comunitaria 2014-2020, e sulle risorse nazionali e quelle aggiuntive del bilancio regionale che devono poter accompagnare le imprese a investire prima di tutto in innovazione, ricerca e internazionalizzazione».

LA RELAZIONE DI CESARETTI

Tavola rotonda «Fattori vincenti» dice la presidente, secondo la quale il massimo degli investimenti va fatto nei primi anni della programmazione, «quando sono più efficaci e incisivi. E in questo senso i segnali sono positivi se si considera che in regione abbiamo già 400 progetti presentati sui vari assi della programmazione per oltre 140 milioni di investimenti». Al tavolo insieme a Marini c’erano il presidente del Centro studi di Confindustria Luca Paolazzi, il numero uno del polo aerospaziale dell’Umbria Antonio Alunni, Luca Tacconi di Confindustria Umbria e Stefano Franchi, direttore generale di Finmeccanica. Proprio mercoledì il Centro studi dell’associazione ha diffuso dei dati in cui si parla di «rebus» a proposito della ripresa, dato che «l’economia italiana è ripartita più lentamente nonostante le condizioni generali favorevoli. Dal prezzo del petrolio ai tassi di interesse è difficile pensare a un quadro migliore».

Gli alberi e la foresta In questo scenario l’Umbria «deve sbrigarsi – ha detto Alunni – a dare vita all’impresa 4.0 di cui parla Cesaretti, altrimenti arriverà presto la 5.0». Una regione dove «ci sono dei begli alberi – ha detto Alunni usando una metafora per descrivere la differenza che c’è tra un gruppo di imprese di testa e le altre – ma dove manca la foresta. Il bosco va infittito di alberi forti». A indicare una possibile strada è Tacconi: «In Umbria – ha spiegato – abbiamo una situazione a macchia di leopardo, ci sono eccellenze ma anche un substrato di aziende più piccole, quelle a minor valore aggiunto dove le difficoltà in questi anni di crisi sono state maggiori. Per chi è più piccolo la strada da percorrere è quella dell’aggregazione».

Twitter @DanieleBovi