lunedì 23 settembre - Aggiornato alle 02:37

Mancata fusione con Tata, Thyssenkrupp denuncia l’Antitrust per lo stop

Gruppo tedesco ricorre alla Corte europea contro la decisione della Commissione di impedire la joint venture dell’acciaio

ThyssenKrupp - AST

di M. R.

Thyssenkrupp non ha evidentemente digerito la decisione della commissione europea di stoppare la joint venture dell’acciaio con l’indiana Tata steel. Per questa ragione, come riportano agenzie di stampa estere, il gruppo tedesco farà ricorso alla Corte generale europea. La fusione fu impedita perché «avrebbe limitato la concorrenza in alcuni settori dell’industria dell’acciaio al punto da favorire un incremento dei prezzi per i clienti e i consumatori. Rimedi proposti insufficienti».

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Thyssen-Tata matrimonio fallito Thyssenkrupp non condivide queste preoccupazioni e afferma che «nella sua valutazione dei gruppi di prodotto dell’acciaio per l’inscatolamento e dell’acciaio zincato a caldo per l’industria automobilistica, la Commissione ha per la prima volta imposto una definizione restrittiva del mercato che impropriamente estende il perimetro di applicazione delle attuali norme sulla concorrenza.

Minaccia asiatica La fusione avrebbe dato vita ad un vero gigante europeo dell’acciaio e non a caso allora Donatus Kaufmann, membro del consiglio esecutivo di Thyssenkrupp ha dichiarato: «Il consolidamento dell’industria siderurgica europea è ancora giusto e necessario, il che è anche dimostrato dall’attuale situazione critica del mercato per i produttori di acciaio. Le sovraccapacità e le elevate importazioni dall’Asia creano un ambiente nel quale la progettata joint venture con Tata Steel non avrebbe danneggiato la competizione. Ci dispiace per la decisione della Commissione Ue e la giudichiamo di portata eccessiva e sbagliata. Ecco perché abbiamo deciso di avviare una causa».

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