di Danilo Nardoni
Anche in una stagione “pessima”, come quella del 2023, i vini sono “molto buoni”. In Umbria quindi l’approccio, anche tecnico e scientifico, al vino sembra essere di aiuto per superare le difficoltà date dal clima e non solo. Senza considerare il continuo aumento del livello qualitativo delle produzioni regionali. Dalle premiazioni del concorso enologico regionale “L’Umbria del Vino”, con degustazioni di 142 etichette oltre che dell’annata 2023 anche di quelle 2019-2020-2021-2022, come sempre emergono anche riflessioni per il settore, ma pure speranze ed inviti. Come quello a fare squadra per reagire e ribellarsi agli ormai “attacchi sfrontati” che vengono fatti da più parti al mondo del vino.
Ed un momento importante in cui i produttori umbri si ritrovano uniti è proprio quello del concorso organizzato dalla Camera di Commercio dell’Umbria. Martedì 11 marzo, nel Centro congressi camerale, sono stati così premiati nel corso di una cerimonia i vini vincitori dell’edizione 2025. Le 17 cantine, sulle 50 partecipanti, a cui sono stati assegnati i riconoscimenti previsti dal concorso, erano state già proclamate lo scorso 28 febbraio, senza però conoscere con quale vino sarebbero salite sul podio.
Ecco ora, dunque, i vincitori de L’Umbria del Vino 2025 per categoria. Per i “VINI BIANCHI DOC” primi classificati Vino “del posto” Trebbiano Spoletino DOC 2022 di Perticaia (Montefalco) e Vino “Plentis” Montefalco Bianco DOC 2021 di Terre de la Custodia (Gualdo Cattaneo). Secondo classificato Vino “panata” Orvieto Classico Superiore DOC 2022 dell’Azienda Agricola Argillae (Allerona).
Per i “VINI BIANCHI IGT”, primo classificato Vino “farandola” Umbria Bianco IGT 2023 della Cantina Di Filippo (Cannara). Secondo classificato Vino “La randa” Umbria Bianco IGT 2022 di Cesarini Sartori – Aliara Vini (Gualdo Cattaneo).
Per la categoria “VINI ROSSI DOC/DOCG”, al primo posto Vino “Preda del falco” Montefalco Sagrantino DOCG 2020 della Cantina Tenute Baldo (Bastia Umbra). Secondo classificato Vino “Carapace Lunga Attesa” Montefalco Sagrantino DOCG 2017 di Tenute Lunelli (Bevagna).
Per i “VINI ROSSI IGT”, primo è il Vino “Lucardo R” Umbria Rosso IGT 2019 della Cantina Baldassarri – Eredi Baldassarri Luciano (Collazzone), mentre al secondo posto il Vino “Sophia Sole Rosso” Umbria Rosso IGT 2022 dell’Azienda Agricola Le Crete (Giove).
Nella categoria “VINI ROSATI”, a primeggiare il Vino “Venturae Abbatis” Umbria Rosato IGT 2023 di Castel D’alfiolo (Gubbio).
Per i “SPUMANTI DI QUALITÀ”, primo è il Vino “Umbrìo” Metodo Classico Pas Dosé 2021 di Benedetti & Grigi (Montefalco). A seguire il Vino “Cristina” Metodo Classico Pas Dosé della Cantina Berioli (Magione).
Tra i “VINI DOLCI”, primo il Vino “Montefalco Sagrantino Passito DOCG 2020” di Ruggeri – Tenuta Colfalco (Montefalco). Secondo il Vino “passo greco” Umbria Bianco IGT Grechetto Passito 2015 della Cantina Dionigi (Bevagna).
Il PREMIO IMPRESA AL FEMMINILE va al Vino “Giovanotto” Colli Del Trasimeno Doc Gamay 2023 dell’Azienda Agraria Montemelino (Tuoro Sul Trasimeno).
Il PREMIO GIOVANE IMPRENDITORE invece al Vino “Montefalco Sagrantino Passito DOCG 2019” della Cantina Briziarelli (Bevagna).
Il PREMIO VINO BIOLOGICO, infine, al Vino “Faccia Tosta” Montefalco Rosso DOC Riserva 2020 di Moretti Omero (Giano dell’Umbria).
Grande la soddisfazione espressa dal presidente della Camera di Commercio Giorgio Mencaroni e dal segretario Generale dell’ente Federico Sisti, che hanno tenuto a ribadire l’alto livello dei vini in concorso, i punteggi alti ottenuti, e l’importante lavoro di squadra che è stato fatto sia con i partner istituzionali che con i membri della commissione, composta da sommelier, enologici e giornalisti di settore, coordinati dal Presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella. “L’Umbria del Vino” è infatti promosso dall’ente camerale umbro e curato dalla sua Azienda Speciale Promocamera, con la collaborazione anche di Regione Umbria, Coldiretti Umbria, Confagricoltura Umbria e Cia Umbria, il 3A Parco tecnologico agroalimentare dell’Umbria, Associazione Strade del Vino e dell’Olio dell’Umbria e Confcooperative Umbria. È, peraltro, l’unico concorso enologico, nella regione, autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (così si chiamava il dicastero competente nel 2021, quando il concorso è nato).
“È anche questo saper fare rete tra tutte le istituzioni e gli operatori del settore che rende L’Umbria del Vino uno strumento fondamentale per la valorizzazione e la promozione non solo del vino umbro, in Italia e all’estero, – ha sottolineato il presidente Giorgio Mencaroni – ma anche del territorio e delle cantine, rafforzandone la presenza sui mercati internazionali”. Una sinergia tra istituzioni che porterà ad aprile il vino umbro anche al Vinitaly, oltre che a portare avanti una serie di azioni di incoming per portare buyer e non solo nei territori dell’enologia regionale. Le prossime tappe dell’Umbria del Vino saranno infatti le due principali fiere di settore, alle quali i vini vincitori, grazie alla collaborazione con Umbria Top Wines, saranno presenti, prima al Prowein di Düsseldorf dal 16 al 18 marzo prossimo, quindi a Vinitaly dal 6 al 9 aprile. A Verona è prevista la presentazione di tutti i vini vincitori dell’edizione 2025, ma anche di pubblicazioni in cui saranno presenti i vini già vincitori delle precedenti edizioni. Ciò si aggiunge al worshop b2b UMBRIAofWINE, che si è svolto a Perugia lo scorso 7 febbraio tra 30 cantine umbre, selezionate nei mesi precedenti attraverso un bando pubblico, e 31 buyers internazionali provenienti da18 Paesi.
“Il concorso L’Umbria del vino non è una gara a chi fa il vino più buono, ma soprattutto un’opportunità per puntare a migliorare sempre di più la qualità del vino umbro, che in questi anni è andata aumentando progressivamente” ha commentato l’assessore alle Politiche agricole e al Turismo della Regione Umbria Simona Meloni per poi aggiungere: “Il valore aggiunto della nostra regione è il brand Umbria, autentico motore di sviluppo e identità territoriale. Non è un caso che la parola chiave della nostra presenza al Vinitaly sia ‘radici’, così come non è casuale l’unione di turismo e agricoltura in un unico Assessorato”. Per Meloni, inoltre, “il vino è parte integrante della nostra identità: è la radice da cui partire per costruire il futuro. Per questo, è essenziale lavorare insieme, istituzioni e produttori, per innalzare ulteriormente la qualità delle nostre produzioni e promuoverle con ancora maggiore incisività”. L’assessore ha poi evidenziato come il turismo esperienziale sia oggi un fattore chiave per la crescita del settore: “Legare il turismo all’enogastronomia tipica della nostra regione sarà uno degli obiettivi del mio assessorato per i prossimi cinque anni”.
E di promozione turistica attraverso le sue eccellenze enogastronomiche ha parlato anche l’assessore al Turismo della Città di Perugia Fabrizio Croce che ha tenuto a spiegare come il capoluogo di regione intenda essere sempre di più la leva per la promozione turistica di tutto il territorio regionale. “L’amministrazione comunale è molto attenta a quello che avviene nel mondo del vino della regione – ha detto – perchè ritiene che esso sia un asset importante per lo sviluppo del turismo e quindi dell’economia del territorio. Dobbiamo affrontare le criticità che sta vivendo il comparto in maniera sinergica e innovativa, consapevoli che il vino è un eccellenza e può fare da traino per tutta la regione”.
Alla cerimonia di premiazione ha partecipato anche il presidente di Assoenologi e coordinatore della commissione di degustazione del concorso, Riccardo Cotarella, che ha elogiato i vini in concorso per la loro elevata qualità: “In questi anni vi è stato un continuo aumento della qualità dei vini partecipanti al concorso, che oltre a essere un’iniziativa molto seria e accreditata, è in grado di svolgere un ruolo significativo di promozione dell’Umbria del vino, valorizzando una delle eccellenze più importanti della nostra regione. Ed è anche per questo che invito i produttori e le istituzioni a essere uniti contro i continui attacchi al vino che vengono da più fronti e che non danneggiano solo i produttori ma anche i territori che sull’economia del vino si reggono”.
