Un'area dell'Expo 2015

di Daniele Bovi

Sei pagine, 23 soggetti coinvolti e un obiettivo: promuovere al meglio l’Umbria in occasione dell’Expo che si terrà a Milano dal primo maggio al 15 ottobre 2015. Il protocollo di intenti verrà firmato oggi pomeriggio a palazzo Donini e coinvolge Regione, Unioncamere, le Camere di commercio di Perugia e Terni, l’Anci, l’Upi, le due Università, Sviluppumbria, il Parco tecnologico, il Centro estero Umbria, Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Confindustria, Cna, Confapi, Confimi, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Confcooperative e Legacoop. Per capire la rilevanza dell’evento è utile citare qualche stima fatta dall’organizzazione: 21 milioni di visitatori attesi (da 160 a 250 mila ogni giorno), dei quali un 30% stranieri, 130 Paesi espositori, 34 miliardi di euro di benefici economici per il territorio, migliaia di eventi nell’arco dei sei mesi della manifestazione, oltre un milione di metri quadri di area espositiva. Un mare dove la piccola Umbria dovrà cercare di distinguersi, di tessere contatti, di farsi conoscere e di intercettare più turisti possibili.

Promozione Un contesto dove l’Umbria dovrà trovare una chiave, alcune idee per emergere, per farsi identificare e non annegare nel mare magnum delle proposte. Il tema scelto dagli organizzatori dell’Expo 2015 è «Nutrire il pianeta, energia per la vita»: gli assessorati più coinvolti nella progettazione saranno quelli dell’Agricoltura e del Turismo, mentre Sviluppumbria sarà il braccio operativo. L’Expo «deve essere colta – è scritto nel protocollo che è stato limato negli ultimi giorni – come un’occasione per promuovere tradizione, creatività, innovazione nell’alimentazione, nonché per favorire lo sviluppo culturale, turistico ed economico ed imprenditoriale dell’intero territorio nazionale e regionale». Le produzioni agricole, manifatturiere, artigianali, il turismo, lo stile di vita, gli eventi, la cultura dovranno essere al centro dell’attenzione, mentre la bussola che orienta il documento è quella del coordinamento delle iniziative, così da non presentarsi in ordine sparso.

Coordinamento I sottoscrittori si impegnano a dare vita ad iniziative congiunte, a cooperare, a realizzare una vetrina delle imprese umbre da promuovere con eventi e progetti, dedicati in particolare all’alimentazione e alla sostenibilità. Al vertice della macchina ci sarà un «comitato di coordinamento» per «attivare, monitorare e verificare azioni e programmi con cadenza almeno mensile». Fondamentale sarà il capitolo trasporti: tutti i soggetti coinvolti si impegnano così ad attivarsi nei confronti di Trenitalia, Busitalia e Sase (la società che gestisce l’aeroporto ‘San Francesco’, della quale fanno parte anche Camera di commercio di Perugia e Regione) per rafforzare i collegamenti con Milano, cercando così di intercettare l’enorme flusso di turisti e ‘dirottarlo’ verso l’Umbria.

Numeri L’investimento minimo, secondo un dossier circolato nelle settimane scorse, sarà di almeno 300 mila euro, che bastano per una sorta di pacchetto base: l’Umbria parteciperà alla mostra sull’Italia organizzata dalle Regioni, potrà godere uno spazio di rappresentanza tra i 30 e i 40 metri quadrati dove ricevere gli ospiti (non aperto al pubblico) e di un’area espositiva dedicata di 200 metri quadrati per una settimana. Sui 200 metri quadri a disposizione della regione invece, andrà organizzata un’esposizione autonoma, il cui progetto dovrà essere approvato dalla direzione artistica di Palazzo Italia. Questo pacchetto base, secondo il dossier, può crescere se l’Umbria, intesa come istituzioni e attori economici, deciderà di investire di più garantendosi così ulteriore visibilità: ogni settimana aggiuntiva di esposizione dedicata costerebbe 100 mila euro, mentre un’altra opzione è quella della «settimana di protagonismo», che offrirebbe alla Regione l’occasione di presentare a 360 gradi i suoi prodotti, gli elementi di innovazione, la sua cultura e così via. Sempre però con il vincolo di restare lungo i binari del tema scelto per l’Expo di Milano. Il costo di questa opzione è di 450 mila euro.

Twitter @DanieleBovi

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