Si intitola «Ruolo della stampa 3D in fase diagnostica e nella preparazione chirurgica dei casi complessi in Odontoiatria» il libro pubblicato dai medici Leonardo Palazzo, Cristina Rossi, Mario e Domenico Guerra. La stampa 3D è un sistema progettato per creare modelli fisici tridimensionali solidi e dettagliati in grado di replicare accuratamente strutture anatomiche complesse partendo da un’immagine radiografica. Esistono riproduzioni 3D in tutti i campi, dall’industria all’arte fino al design, ora anche in medicina: l’accuratezza e il dettaglio delle riproduzioni dell’anatomia del cavo orale consentono approcci alla chirurgia più rapidi e meno invasivi.
«La passione di Leonardo Palazzo» Lo scritto – sottolinea il coordinatore del Servizio aziendale di Odontoiatria dell’Usl Umbria 1, Mario Guerra – è nato dalla «passione e dalla voglia di conoscenza che caratterizza Leonardo Palazzo nel suo approccio alla vita professionale». Il testo – per dirla con le parole del professor Vincenzo Piras, ordinario a Cagliari – «può sicuramente aiutare i colleghi ad avvicinarsi e comprendere le basi della tridimensionalità. Il supporto della stampa 3D in casi chirurgici complessi è utile come supporto per il dialogo con il paziente e per la pianificazione dell’intervento».
L’intuizione di puntare sul 3D «Questo prezioso libro, secondo Gabriele Scommegna e Sara Savasta, rispettivamente direttore del reparto ricerca e sviluppo Leone e responsabile del reparto 3D Leone – dimostra che l’intuizione di puntare sulla stampa 3D di alta precisione e qualità si è rivelata uno strumento efficace unico nel migliorare la diagnosi e le terapie, permettendo di prevedere in sicurezza la fattibilità dei trattamenti».
Riccardo Rossi: modelli perfetti e personalizzati Ci sono stati, in passato, trattamenti che si potevano evitare, diagnosi invasive e inutili ricoveri di pazienti. «Fattori che fanno aumentare la litigiosità tra pazienti e medici – spiega Riccardo Rossi, medico legale e professore aggregato del dipartimento di Bioetica e sicurezza all’Università Cattolica del Sacro Cuore -. Certe situazioni possono essere arginate dalla possibilità di presentare e rappresentare in maniera adeguata al paziente il proprio stato di salute mostrandogli la simulazione pratica delle procedure operatorie con cui il rimedio sarà approntato». Rossi, però, va oltre, e punta al concetto della «personalizzazione del prodotto»: «Uno dei più grandi vantaggi del 3D è rappresentato dalla possibilità di modellare protesi in maniera perfetta, personalizzando gli interventi, e questo incide positivamente sugli impatti di un’eventuale terapia, sul successo della chirurgia e sulle tempistiche di recupero del paziente che, prima di ogni altra cosa, si sarà accorto della tipologia di lesione percependo la complessità del caso».
Avvocato Cimato: «Si prevengono contenziosi giudiziari» Secondo l’avvocato Claudio Cimato, in conclusione, «la diffusione della tecnologia 3D può rappresentare un formidabile strumento di prevenzione del contenzioso giudiziario» in quanto «viene valorizzato il processo informativo che porta a una maggior consapevolezza da parte del paziente, più coinvolto nel processo decisionale; gli verrà mostrato il biomodello con il massimo grado di verosimiglianza della lesione affinché possa valutarne caratteristiche e gravità».
