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domenica 3 luglio - Aggiornato alle 23:22

Leolandia in Umbria, il governo: «Riapriamo il confronto con la società e la Regione»

Per la X commissione del Senato la realizzazione del parco divertimenti è fondamentale, il viceministro Todde sottoscrive

di M.R.

«Il Governo si impegna ad avviare, congiuntamente con la Regione, un confronto con la società Leolandia Umbria, per verificare la sostenibilità del progetto imprenditoriale». Parola del viceministro allo Sviluppo economico Alessandra Todde che per l’esecutivo nazionale, mercoledì pomeriggio, ha espresso parere favorevole alla risoluzione approvata dalla Decima commissione del Senato in merito all’Area di crisi industriale complessa Terni-Narni. I numeri dell’investimento a suo tempo stimato e quelli dell’eventuale nuova occupazione che l’intervento garantirebbe suscitano ovviamente grande interesse.

Leolandia Mentre il numero uno della società dei parchi a tema, Giuseppe Ira, è concentrato sulla ripresa dell’attività post-Covid nella struttura esistente a Bergamo, in Umbria si torna così a parlare della possibilità di inaugurare un’area da 24 attrazioni nella zona di San Liberato di Narni. Il Consiglio di amministrazione di Invitalia, poco più di un anno fa, aveva dato l’ok al parco di 65 mila metri quadrati che prevedeva anche una struttura ricettiva dotata di 16 camere e 80 posti letto e, quindi, con una capacità ricettiva teorica di 29.200 posti letto all’anno. L’impatto occupazionale diretto dell’investimento era stimato in 250 addetti più, naturalmente, quelli dell’indotto. Per l’operazione erano previste agevolazioni per oltre 20 milioni di euro su un investimento complessivo di 36. L’occasione è considerata ghiotta e la politica non manca di muoversi in quella direzione.

Crisi complessa Terni-Narni Nella risoluzione approvata mercoledì dall’organismo di Palazzo Madama non manca tra gli impegni chiesti al governo quello di assumere il tema dello sviluppo sostenibile dell’area Terni-Narni come centrale nella definizione di quale idea di turismo si intende promuovere. «È necessaria – si legge – una valorizzazione delle eccellenze che ci sono nei circuiti del turismo, dello sport, dell’ambiente e della cultura per farne sistema. Questa idea di sviluppo del turismo va ricostruita, a partire dalla fine dell’emergenza pandemica, per promuovere l’Umbria del Sud a pieno titolo negli itinerari turistici della regione, offrendo percorsi e capacità progettuale in grado di valorizzare le risorse e la vocazione naturalistica ambientale. Si reputa fondamentale l’aggiornamento dell’accordo di programma fra regione Umbria, Ministero dello sviluppo economico e Invitalia al fine di sostenere il programma di sviluppo industriale che la società Leolandia Umbria si è impegnata a realizzare nel periodo 2019-2020 nel comune di Narni in località San Liberato attraverso la proposta di contratto di sviluppo presentata dalla medesima società; del resto, la Regione e il Ministero ritengono di rilevante e significativo impatto tale progetto per il rafforzamento del tessuto produttivo e dello sviluppo economico dei territori di riferimento e che prevedeva complessivi 36,3 milioni di euro di investimenti con un impatto occupazionale diretto stimato in 250 addetti».

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