di Daniele Bovi
La conferma stavolta arriva dall’azienda stessa: le trattative con tre diverse realtà del settore sono in corso e Cimica, azionista di maggioranza di Teleunit Spa tramite la lussemburghese Tlu International Sa, confida di chiudere entro il 31 gennaio prossimo. E’ questa una delle notizie più importanti che escono dall’incontro odierno tra azienda e sindacati intorno alla crisi di Teleunit, la società perugina di telecomunicazioni che quasi certamente verrà messa in liquidazione nel corso dell’assemblea straordinaria dei soci del 20 dicembre prossimo. Dopo la messa in cassa integrazione di venti persone alla fine dell’agosto scorso, in azienda sono rimasti altri sessanta lavoratori, perlopiù giovani e specializzati, in attesa di capire il destino che li aspetta.
Caccia al partner Ai sindacati oggi sono state confermate le indiscrezioni, pubblicate da Umbria24.it il 25 novembre scorso, relative alla ricerca di un partner a cui cercare di affittare l’azienda. Sui nomi vige il più stretto riserbo ma quello che importa è che i Cimica hanno la ragionevole speranza di chiudere entro il 31 gennaio per poi procedere da lì alla vendita delle quote di attività aziendali attive. Per quanto riguarda i lavoratori messi in cassa integrazione in agosto c’è l’impegno, nei termini possibili, alla proroga della cig in deroga che scadrà il 31 dicembre. Cimica ha poi assicurato ai sindacati che entro la fine dell’anno presenterà un altro report sulla situazione delle trattative.
Un boccone appetibile In più, sempre secondo quanto trapela dalla sede di Sant’Andrea delle Fratte, sindacati e azienda si sono ritrovati concordi nel cercare di garantire l’attività ordinaria allo scopo di conservare integro il valore della società di telecomunicazioni. Teleunit infatti, secondo i vertici, è tutt’altro che una realtà decotta: al di là delle perdite operative fatte registrare negli ultimi anni (compensate dalla vendita plurimilionaria di altri asset) il flusso di cassa sarebbe buono e il debito non eccessivo. Teleunit sarebbe, quindi, un boccone appetibile sul mercato.


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