di Dan. Bo.
Numeri leggermente positivi se rapportati a quelli dei primi tre mesi dell’anno; negativi se si guarda allo stesso periodo di un anno fa. Lunedì Unioncamere ha pubblicato il consueto rapporto trimestrale a proposito della domanda di lavoro e dei fabbisogni professionali espressi dalle imprese, alle quali l’associazione sente il polso: tra aprile e giugno, facendo la differenza tra assunzioni e uscite, il saldo è positivo di 320 unità contro le 900 dello stesso periodo del 2014. Se si guarda all’avvio del 2015 invece, la crescita è del 4 per cento. Complessivamente in Umbria le imprese prevedono 2.260 entrate e 1.950 uscite. Per quanto riguarda le prime ben 2.160 saranno in provincia di Perugia, che l’anno precedente faceva segnare un bilancio positivo di 780 unità contro le 280 di oggi.
I numeri Nella provincia più grande della regione la stragrande maggioranza dei contratti (1.800 persone) riguarderà lavoratori dipendenti perlopiù a tempo determinato (70 per cento); assunzioni finalizzate in un caso su tre a lavori stagionali (600 unità, il 34 per cento del totale). Si aggiungeranno poi 280 nuovi contratti per far fronte a picchi di attività (15 per cento), 200 per valutare i candidati in vista di una successiva assunzione “stabile” (11 per cento), e altre 160 circa per sostituire lavoratori temporaneamente assenti (9 per cento). Le assunzioni a tempo indeterminato invece sono 54, cioè il 30 per cento del totale con una crescita di sei punti rispetto allo stesso periodo del 2014.
Tempo determinato Che molte delle assunzioni siano legate al periodo estivo lo testimoniano anche altri numeri: il 72 per cento dei nuovi contratti saranno sottoscritti dalle imprese dei servizi (500 gli assunti in turismo e ristorazione), mentre cala la quota dell’industria. Tra aprile e giugno 2015 le imprese della provincia di Perugia hanno programmato di assumere circa 280 lavoratori di alto livello, cioè dirigenti, specialisti e tecnici, specialmente nell’area delle attività commerciali e dei servizi; richiesti anche operai (23 per cento delle assunzioni) e figure per le quali non è richiesta una particolare qualifica (13 per cento); 150 invece le nuove figure impiegatizie. Quanto alle difficoltà delle imprese nel trovare il profilo giusto, la quota di assunzioni difficili da reperire passa dal 13 al 10 per cento. In leggero aumento poi le assunzioni di giovani (37 per cento) e donne (36 per cento).
Mencaroni Giorgio Mencaroni, presidente Camera di Commercio di Perugia, parla di un «saldo occupazionale non esaltante ma pur sempre positivo. Certo se allarghiamo l’area di valutazione a 12 mesi, non possiamo non notare che un anno fa il saldo positivo tra entrate e uscite dal mondo del lavoro era migliore di quasi 3 volte». Da sottolineare poi come rispetto al resto del Paese «in termini di domanda di lavoro, la provincia di Perugia ha un ritmo molto più lento rispetto: nel II trimestre 2015, noi realizziamo un 5 per cento in più di contratti, l’Italia addirittura più 34 per cento». Comunque vada si tratta però di un risultato da non sottovalutare: «Il dato del secondo trimestre – dice il presidente -, segna comunque il consolidamento della positiva tendenza avviata a inizio 2015, anche se forse, con l’entrata in vigore del Job Act proprio in questo periodo, c’era da aspettarsi un risultato migliore».
Twitter @DanieleBovi
