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martedì 15 giugno - Aggiornato alle 06:50

Lavoratrici dei supermercati denunciano: «Ci fanno pulire i bagni indossando la stessa divisa»

Testimonianze anonime raccolte dalla Cgil per superare quella che in base ai contratti è una mansione non prevista

La Cgil raccoglie la testimonianza anonima di addette dei supermercati e denuncia: «Puliscono anche i bagni, malgrado non sia tra le loro mansioni». Sono tre le lavoratrici della provincia di Perugia impiegate come addette vendite in catene della grande distribuzione alimentari che al sindacato hanno raccontato di essere chiamare a disinfettare bagni utilizzati dalla clientela, spogliatoi del personale e piazzali davanti ai supermercati.

«Ci fanno pulire i bagni con la stessa divisa» La preoccupazione maggiore, però, specie in tempi di pandemia, è legata alla pulizia dei «servizi igienici frequentati da decine di persone ogni giorno e spesso lasciati in condizioni pietose». Ma il caso sollevato dalla Filcams Cgil riguarda anche la sicurezza della clientela, «perché queste pulizie, infatti, le facciamo indossando la stessa divisa con cui poi torniamo alla casa o magari al banco a servire i clienti».

La denuncia delle lavoratrici dei supermercati Un video di Collettiva racconta la denuncia anonima «per timore di ritorsioni da parte delle proprie aziende» di una lavoratrice che sostiene di essere impiegata in un «un supermercato da più di 30 anni, guadagno 700 euro al mese e so – dice – che fare le pulizie non rientra tra le mie mansioni, eppure io e le mie colleghe ci troviamo spesso costrette a fare anche questo, pur non avendo strumenti e formazione adeguata per questo tipo di compiti, che comportano rischi notevoli per la nostra salute».

Cgil: «Pratica illegale, pronti a sostenere chi si rifiuta» Tra le pieghe della denuncia anche il fatto che agli addetti alle vendita, ossia al personale di sesso maschile dei supermercati, non viene quasi mai chiesto di procedere con le pulizie. Il sindacato con Massimiliano Cofani, della Filcams Cgil di Perugia, dice «di aver intrapreso da tempo una battaglia per interrompere questa prassi illegale e pericolosa da parte delle aziendeCi sono sentenze della Cassazione che chiariscono chi ha ragione, ma le aziende continuano a fare muro. Siamo pronti a sostenere e difendere le lavoratrici che si rifiuteranno di svolgere questi compiti da ogni possibile ritorsione, ma crediamo che a questo punto sia necessario un intervento delle istituzioni ed in particolare dei sindaci, come primi responsabili della salute pubblica sul territorio».

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