Lancia un appello da Perugia e indica le grandi dimensioni del cambiamento che i referendum promossi dalla Cgil possono determinare nelle vite di tante persone, il segretario generale Maurizio Landini. Si rivolge soprattutto all’oltre 50% degli italiani che non vanno a votare e dice loro: «Questa volta il voto non per questo o quell’altro partito, ma è per cambiare immediatamente la vita di molti». Queste le sue parole all’ingresso dell’appuntamento perugino per la promozione del referendum: «Puntiamo a superare il quorum, abbiamo fiducia di farcela – ha detto ancora – e dal giorno dopo spazziamo vie le regole ingiuste che peggiorano la vita delle persone».
IL REFERENDUM
Ecco i numeri: «Il giorno dopo la vittoria del sì, 2,5 milioni di persone che oggi non hanno cittadinanza ce l’avranno. Ripristiniamo l’articolo 18 contro i licenziamenti e 4 milioni di lavoratori avranno le tutele che oggi sono state loro tolte. Altri 4 milioni lavorano in imprese con meno di 15 dipendenti, ecco anche per loro chiediamo estensione delle tutele. Infine – agiunge – muoiono più di mille persone all’anno, 500 mila sono gli infortuni, la nostra legge dice che la responsabilità deve rimanere in capo all’azienda che decide di fare gli appalti. I contratti a termine? Diamo una botta alla precarietà. Stiamo dicendo che attraverso un voto diretto il cittadino può cambiare la propria condizione.
In tanti hanno accolto l’arrivo del segretario Landini all’hotel Gio di Perugia. Lui ha ricordato: «Una persona non è libera se è precaria, se non arriva alla fine del mese, se rischia di morire sul lavoro. I referendum vogliono cambiare le regole sbagliate».
