di Daniele Bovi
L’acciaio ternano trascina ancora in basso le esportazioni della regione. Per il secondo trimestre consecutivo infatti, in questo caso quello che va da luglio a settembre, l’export della regione arretra tanto che nei primi nove mesi dell’anno il segno meno è pesante: -6,9% dopo il -7,4% del primo semestre. A certificarlo è l’Istat che mercoledì ha pubblicato le statistiche relative alle esportazioni delle regioni italiane. Come spiega l’Istituto nel suo report anche in questo trimestre la provincia di Terni presenta «una dinamica negativa particolarmente sostenuta», ed è chiaro che all’interno di questa dinamica pesa in modo significativo l’acciaio, che da solo rappresenta una fetta molto ampia dell’export regionale. Nel terzo trimestre complessivamente l’Umbria ha esportato merci per 886 milioni di euro, 36 in meno rispetto al trimestre precedente; la flessione invece, se il confronto lo si fa con lo stesso periodo di un anno fa, è di oltre il 6% (943 milioni).
I settori Passando all’analisi settoriale l’Istat mette in evidenza i «forti decrementi delle vendite all’estero» dei metalli di base, che in Umbria arretrano del 33% nei primi nove mesi dell’anno. Periodo in cui la flessione verso i Paesi dell’Ue è meno pesante (-3,9%) rispetto a quella verso tutti gli altri (-10,5%). Altri pesanti segni meno si notano per quanto riguarda cave e miniere (-78%) e apparecchi elettrici (-21%). Il comparto agricolo invece, che è quello che di solito ha, insieme all’acciaio, la più alta quota sul totale dell’export nazionale di quel settore (intorno al 2%) fa segnare un balzo in avanti del 29,5% (2,6% del totale nazionale); bene anche «prodotti alimentari, bevande e tabacco (+22,9%), prodotti di carta (+21%), articoli in gomma e materie plastiche (+11,6%), tessile e abbigliamento (+10,3%). Nel complesso i numeri positivi sono più di quelli negativi ma, come detto, da solo il peso dell’acciaio fa la differenza.
Così in Italia A livello nazionale la performance della regione è peggiore sia della media nazionale (-0,3%) che di quella delle regioni del Centro (-0,3%). L’Istat registra invece una ripartenza dell’export nel Nord-Ovest del Paese dove nel terzo trimestre le vendite all’estero sono cresciute del 3,7% rispetto ai tre mesi precedenti. Meno brillanti, ma pur sempre positive, le performance di Italia nord-orientale (+1,0%) e Italia meridionale e insulare (+0,8). Le regioni che contribuiscono maggiormente alla flessione dell’export nei primi nove mesi del 2013 sono Sicilia (-14,9%), Puglia (-15,8%), Toscana (-2,7%), Sardegna (-13,1%) e Liguria (-7,1%). Tra le regioni in espansione si segnalano come particolarmente dinamiche Marche (+12,7%), Piemonte (+2,9%), Veneto ed Emilia-Romagna (entrambe +2,0%).
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