di Daniele Bovi
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Hanno dichiarato in media 18.630 euro di guadagni a testa gli oltre 644 mila contribuenti umbri secondo le statistiche pubblicate dal ministero delle Finanze relative all’Irpef. Contribuenti sui quali è pesata la scelta del governo di alzare l’aliquota base delle addizionali regionali. Le dichiarazioni dei redditi 2012, quindi riferite all’anno di imposta 2011, disegnano un’Umbria a metà strada tra le regioni del Nord e quelle del Sud. Con un reddito cresciuto complessivamente dell’1,4% (in Italia del 2,1%), in linea con l’andamento nominale del Pil (+1,7%, mentre quello reale si è fermato a un modestissimo +0,4%), gli oltre 18.600 euro dell’Umbria sono «distanti» 4.580 euro dalla regione più ricca, ovvero la Lombardia, 4.400 da quella più povera che è la Calabria e mille dalla media nazionale (19.660 euro).

I numeri Dichiarando meno rispetto alla media del Paese le persone fisiche (per le partite Iva i dati non sono ancora disponibili), sugli 11,9 miliardi di euro portati alla luce gli umbri hanno pagato di meno: 4.220 di imposta media contro 4.820. Complessivamente, una volta tolti i 905 milioni di detrazioni, l’Irpef pagata ammonta due miliardi. Guardando poi alle diverse tipologie di contribuenti, numericamente la parte più importante è quella rappresentata dai 311 mila che hanno dichiarato un reddito da lavoro dipendente: 5,8 miliardi di euro, con un guadagno medio di 18.820 euro, meno della media italiana (20 mila euro). Ancora meno hanno messo nero su bianco i pensionati (15.070 euro), con un guadagno dichiarato da 3,9 miliardi.

Imprenditori e addizionali Poco più dei lavoratori dipendenti guadagnano, almeno secondo le statistiche, gli imprenditori: 19.370 euro. Gli autonomi sono quelli che dichiarano di più coi loro 404 milioni di euro, che a testa significa 35.840 euro, poco più di seimila euro in meno rispetto al resto del Paese. Se lo sguardo si sposta sulle addizionali applicate da Regioni e Comuni si scopre come il peso di queste siano perlopiù a carico, così come per l’Irpef in generale, su lavoro dipendente e pensioni. In Umbria in 493 mila hanno pagato l’addizionale, versando un totale di 149 milioni di euro. Ben 36 milioni in più rispetto all’anno precedente. Circa 300 euro a testa contro i 360 del resto del Paese. Una stangata arrivata a causa di quanto deciso dal governo, che ha portato l’aliquota base dallo 0,9 all’1,23%, mentre la Regione ha lasciato tutto invariato.

Pensionati e dipendenti Di quei 149 milioni ben 85,9 sono stati pagati dai dipendenti (330 euro a testa, in Italia 390) e 57 dai pensionati (290 euro, 50 in meno che nel resto d’Italia). Per quanto riguarda i Comuni invece sono 425 mila gli umbri che hanno pagato 54,5 milioni (800 mila euro in più rispetto all’anno precedente), in media 130 euro a testa. Di quei 54,5 milioni, 31 li hanno versati i dipendenti e 20,9 i pensionati. Come al solito le statistiche del Ministero mostrano due Italie, con un solco territoriale tra Nord e Sud che si va allargando e con un peso che grava, come visto, soprattutto su pensionati e dipendenti. Numeri che pongono dei dubbi: quanto sono in grado, infatti, di misurare la reale ricchezza del Paese visto che alla luce vengono solo i guadagni che le persone, in molti casi, sono obbligati a dichiarare?

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