di C.F.
In Umbria non decolla la flat tax sulle mance che i clienti possono lasciare ai lavoratori prevalentemente occupati nel settore turistico, per fare gli esempi più classici, dopo una cena a ristorante o un soggiorno in hotel. A rilevarlo è un’elaborazione pubblicata da Il Sole 24 Ore e curata da Acli su circa 1,3 milioni di dichiarazioni dei redditi presentate nelle ultime settimane dagli addetti del comparto, che su questi introiti possono così beneficiare di una detassazione al 5 per cento entro certi limiti, precisamente se le mance non superano il 30 per cento del reddito complessivo da lavoro dipendente, che comunque non deve essere maggiore di 75 mila euro l’anno.
Va anche detto che le mance, che da un paio di anni è possibile dichiarare nel 730, sono prevalentemente quelle che i datori di lavoro trasferiscono ai propri dipendenti, perché versate dai clienti e quindi incassate dal titolare a seguito di pagamento elettronico. Restano economia sommersa, invece, tutte quelle monete e banconote che i turisti possono lasciare a fine pasto sui tavoli dei locali o al termine di un soggiorno consegnare direttamente nelle mani del personale di una struttura turistica.
In questo quadro, l’analisi pubblicata da Il Sole 24 Ore segnala per l’Umbria sia un’incidenza inferiore alla media nazionale di lavoratori che dichiarano in 730 le mance ai fini della detassazione, sia un importo medio ampiamente al di sotto del valore medio italiano.
Nel dettaglio, in base al focus solo lo 0,15 per cento dei dipendenti umbri del comparto turistico ha segnato in dichiarazione dei redditi le mance, mentre in Italia lo ha fatto in media lo 0,57 per cento, con il picco del 3,69 per cento registrato nella Provincia autonoma di Bolzano, ma va detto che nessuna regione, come il tasso medio implicitamente segnala, raggiunge l’1 per cento, soglia a cui si avvicinano appena soltanto Toscana (0,88) e Liguria (0,85).
Analogo l’esito umbro dell’analisi per l’importo medio delle mance dichiarate al Fisco ai fini della tassazione, che in Italia è di 1.087 euro annui, mentre in Umbria si ferma a 185 euro, risultando, insieme ai 184 euro della Valle d’Aosta, il valore più basso della classifica guidata dalla Lombardia: qui le “tips” segnate in 730 valgono 1.547 euro, segue l’Abruzzo con 1.131 euro e il Friuli Venezia Giulia con 1.050.
Il Sole 24 Ore, comunque, segnala che nella seconda annualità fiscale in cui è possibile dichiarare le mance i dati sono in crescita: a livello nazionale, infatti, lo scorso settembre le mance erano state segnate nello 0,33 per cento delle dichiarazioni dei redditi presentate dai lavoratori italiani del comparto, ora si è saliti a 0,57, mentre il valore medio in euro a livello nazionale era di 943 euro a fronte dei 1.087 di quest’anno.
