Alla notizia dell’approvazione del piano di ristrutturazione da parte del Consiglio di sorveglianza di ThyssenKrupp, è scattata immediata la reazione del presidente della Regione Catiuscia Marini e dell’assessore allo Sviluppo Gianluca Rossi: «Intendiamo chiedere al più presto – dicono – di essere messi al corrente direttamente dal management della Thyssen Krupp dei dettagli dell’iniziativa. Riteniamo che le istituzioni regionali e locali umbre, assieme allo stesso Ministro dello sviluppo economico, Paolo Romani, debbano essere al più presto informati di quali sono i piani specifici del Gruppo TK. A questo punto deve muoversi anche la diplomazia italiana affinché siano i rappresentanti al più alto livello del ‘board’ della Thyssen Krupp a fornire precisi dettagli dell’operazione al Governo italiano e, quindi, alle istituzioni umbre».
Terni è strategica «La strategicità del sito di Terni – concludono – è di enorme rilevanza per l’industria siderurgica nazionale e per l’intera economia regionale. L’annuncio di una tale operazione, che prevede oltretutto la vendita di tutto il ramo ‘inox’ – concludono Presidente e Assessore regionale -, richiede da parte italiana la massima attenzione affinché l’esito di questo imminente processo di scorporo non danneggi gli interessi nazionali, della collettività e dell’economia umbra e prima di tutto dei lavoratori».
Brutti: un pessimo segnale «L’acciaio di Terni – commenta amaramente il consigliere regionale Idv Paolo Brutti – va al miglior offerente. E’ un pessimo segnale da prendere con tutta la gravità del caso». «Non c’è mobilitazione che tenga – afferma Brutti in una nota -, il fatto che l’accordo sia stato firmato dai lavoratori tedeschi significa che il governo Merkel ha dato ampie garanzie alle maestranze locali, lasciando le autorità italiane all’asciutto. Da questi episodi si misura la totale inconsistenza del governo Berlusconi e quanto incida sui nostri destini la pessima fama del nostro premier. Oggi è stata la Merkel a fare “cucu” a Berlusconi ma stavolta c’è davvero poco da ridere. E’ una grossa tegola per la nostra regione – conclude Brutti -, un motivo in più per intraprendere scelte forti e rigorose».
Polli e Di Girolamo: servono garanzie Garanzie sui livelli occupazionali del sito di Terni e sulle sue prospettive future sono state chieste invece dal sindaco della città umbra Leopoldo Di Girolamo e dal presidente della Provincia Feliciano Polli: «La salvaguardia del polo siderurgico integrato ternano – sostengono Di Girolamo e Polli in una nota congiunta -, la tutela dell’occupazione e le garanzie per le prospettive future dell’azienda di viale Brin sono gli assi portanti attorno ai quali la comunità ternana, le forze sociali, le istituzioni locali e regionali sono fermamente attestati mentre si aprono scenari nuovi. Sotto questo profilo va registrato l’impegno di massima affinché siano garantiti, anche nell’ipotesi di una eventuale vendita degli impianti, il futuro dei siti e dei posti di lavoro».
Fiom: sconcertati da IG Metall «Le notizie che stanno giungendo in queste ore dal Consiglio di Sorveglianza della ThyssenKrupp – scrivono in una nota Laura Spezia, segretaria nazionale e responsabile siderurgia della Fiom-Cgil, e Vittorio Bardi, coordinatore nazionale siderurgia – accrescono le nostre preoccupazioni sul futuro degli stabilimenti italiani, a partire da quello di Terni». I due sindacalisti si dicono poi sconcertati per «il fatto che il sindacato tedesco IG Metall, nei giorni scorsi, abbia raggiunto un accordo con ThyssenKrupp senza aver informato e coinvolto il Comitato aziendale europeo, né i sindacati italiani dei metalmeccanici, che avevano chiesto espressamente alla stessa Ig Metall di incontrarsi per discutere prima di qualsiasi decisione. A maggior ragione sarà necessario, in queste ore, ottenere ulteriori dettagli e chiarimenti sul progetto strategico elaborato dall’azienda e sugli accordi siglati da Ig Metall».
Cisl: scelta grave e inaccettabile «Questa scelta – dice invece il segretario della Fim Cisl Marco Bentivogli – è per noi di una gravità inaccettabile per il salto nel buio che porterebbe a un’incerta collocazione sul mercato del segmento Inox in una fase già difficile. E’ ancora più grave che questa decisione, da alcuni mesi in gestazione, sia stata nei giorni scorsi strumentalmente ricondotta alla sentenza di condanna del Gruppo da parte del tribunale di Torino. Dopo aver avuto rassicurazioni dal sindacato metalmeccanico tedesco relativamente ad una loro opposizione a tale misura – ha aggiunto Bentivogli – registriamo che ancora prima della riunione del board tenutasi oggi e ancor prima del confronto sindacale nel nostro paese, il gruppo Tk ha potuto vantare l’accordo preliminare proprio col sindacato metalmeccanico tedesco. Rinnoviamo perciò l’invito alla Federazione europea dei metalmeccanici (Fem) a sostenere questa vertenza che si presenta anche come un banco di prova della tenuta del sindacalismo europeo e internazionale. Per questi obiettivi la Fim Cisl avvierà nei prossimi giorni una forte mobilitazione dei lavoratori».

