I lavoratori della Grifo Latte (foto U24)

«Siamo già attivati per la convocazione di un tavolo istituzionale per capire se si può intervenire su questa scelta». A dirlo, martedì in consiglio regionale, è stato l’assessore allo Sviluppo economico Vincenzo Riommi rispondendo ad un’interrogazione di Andrea Smacchi (Pd) a proposito della vertenza Grifo Latte. Ad ascoltare tutto in aula i dipendenti del magazzino di Ponte San Giovanni che in mattinata si sono radunati di fronte a palazzo Cesaroni. Un magazzino che l’azienda vuole esternalizzare: «Dopo la chiusura dello stabilimento di Osteria del gatto – ha detto Smacchi in aula -, quindi di Amatrice, dopo il mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato e adesso anche una lettera che ‘freddamente’ anticipa l’esternalizzazione del magazzino, azzerando le aspettative e le speranze dei dipendenti, forse possiamo dedurre che sta finendo un ciclo e se ne apre uno più difficile, dove viene meno il ruolo anche sociale di questa azienda».

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Clima di tensione Smacchi ha parlato anche di «un clima di tensione tale che a qualche dipendente – ha raccontato il consigliere Pd – è stato fatto un ‘ripassino’ per evitare l’adesione allo sciopero dei 18 lavoratori, fra cui 3 categorie protette, che si vedranno arrivare lettere di mobilità e una possibile riassunzione senza garanzie contrattuali e di stipendio». Nel suo intervento Smacchi ha ricordato anche l’intervento da 500 mila euro della Regione (che della Grifo detiene il 21%) per tamponare la crisi dell’azienda. Motivo ulteriore per cui «si chiede a questo ente di contrastare la precarizzazione e i possibili travasi di una riorganizzazione aziendale – ha detto il consigliere -, posto che quello di Ponte San Giovanni non è un magazzino come tanti altri e che in futuro i problemi potrebbero riguardare anche gli altri dipendenti».

Il tavolo Riommi, come accennato, ha spiegato che palazzo Donini è al lavoro per convocare un tavolo (la data è ancora da definire) dove discutere e che il caso di Ponte San Giovanni è fonte di preoccupazione anche per tutti gli altri siti: «Se si tratta di scelta strategica – ha detto -, non vale solo per Ponte San Giovanni, c’è rischio di altre situazioni simili. Non potendo entrare sul versante contrattualistico, proviamo a lavorare per il futuro sulla quantità e sulla qualità della presenza. Abbiamo fatto scelte strategiche investendo sulla filiera del latte per farne un progetto solido, quindi la responsabilità sociale per il futuro va discussa e organizzata. Non si tratta di una semplice crisi aziendale». Secondo Riommi inoltre ci sono da capire molti altri aspetti al di là di quanto succede a Ponte San Giovanni, un insieme «di atti e di comportamenti da chiarire per un’azienda di trasformazione che detiene il 90 per cento del mercato umbro e, come osservato correttamente nell’interrogazione, si pone anche un problema di prospettiva futura».

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.