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lunedì 17 maggio - Aggiornato alle 18:11

Grandi opere, ecco i due commissari per sbloccare la Orte-Falconara e la Due Mari

Il governo nomina l’ad di Anas Simonini e il responsabile investimenti di Rfi Macello. Obiettivo accelerare

Massimo Simonini, ad di Anas

di Iv. Por.

Il responsabile della direzione Investimenti di Rete ferroviaria italiana Vincenzo Macello per la ferrovia Orte-Falconara e l’amministratore delegato di Anas Massimo Simonini per la E78 Grosseto-Fano. Sono loro i due Commissari straordinari nominati dal governo per accelerare le due opere pubbliche di interesse nazionali che interessano l’Umbria. In generale sono 29 i manager chiamati a gestire 57 infrastrutture italiane da tempo bloccate a causa di ritardi legati alle fasi progettuali ed esecutive e alla complessità delle procedure amministrative. Si tratta di 16 opere ferroviarie, 14 stradali, 12 caserme per la pubblica sicurezza, 11 opere idriche, 3 infrastrutture portuali e una metropolitana, per un valore complessivo di 82,7 miliardi di euro (21,6 miliardi al Nord, 24,8 miliardi al Centro e 36,3 miliardi al Sud) finanziate, a legislazione vigente, per circa 33 miliardi di euro. Il finanziamento sarà completato con ulteriori risorse nazionali ed europee, compreso il Next Generation Eu.

Orte-Falconara Del raddoppio della ferrovia Orte-Falconara si parla da tantissimi anni. L’intervento, la cui stazione appaltante è Rfi, consiste nella realizzazione di una nuova linea ferroviaria a semplice binario con tracciato diverso da quello della linea attuale, che costituisce un collegamento “diretto”, quasi interamente in galleria, tra le stazioni di Terni e Spoleto, di lunghezza pari a circa 22 km. La galleria principale, di 19 km circa, è dotata di un “posto di servizio” intermedio ed è affiancata da una galleria di soccorso. Sono previste inoltre 2 gallerie lato Spoleto, di cui una artificiale, un viadotto di 65 m e “opere d’arte” per la risoluzione di interferenze con la rete di viabilità e la rete idrografica.

La ‘Due Mari’ L’itinerario E78 Grosseto-Fano, detta la ‘Due Mari’ è un corridoio stradale che tocca l’Umbria alla sua estremità nord. Si tratta di una direttrice strategica che collega la costa tirrenica a quella adriatica della Penisola, con un tracciato che ha origine sulla via Aurelia all’altezza di Grosseto e si conclude sull’autostrada A14 Adriatica, in corrispondenza del casello di Fano, nelle Marche. La lunghezza complessiva del collegamento è di circa 270 km, di cui il 65% in Toscana, il 30% nelle Marche e il 5% in Umbria. Lungo il suo tracciato, la E78 collega le città di Grosseto, Siena e Arezzo in Toscana, Urbino e Fano nelle Marche ed interseca la E45 (tra Toscana e Umbria) e la fondovalle del Metauro in provincia di Pesaro e Urbino. Inoltre, l’itinerario ha la funzione di consentire adeguate connessioni tra quattro porti di prima categoria: Livorno e La Spezia sulla costa tirrenica, Ancona e Ravenna su quella adriatica. Il tratto Grosseto – Siena è suddiviso in 11 lotti, dei quali, al 31 maggio 2018, 5 sono in esercizio (lotti 1, 2, 3, 10 e 11), 4 in corso di costruzione (lotti 5, 6, 7, 8), 1 in fase di gara (lotto 4) e 1 in fase di progettazione definitiva (lotto 9). La realizzazione dei lotti 4 e 9, di lunghezza rispettivamente di 2,9 e 11,8 km circa, consentirà il completamento del tratto Grosseto – Siena.

La nomina dei commissari Con i Dpcm firmati dal Presidente del Consiglio dei Ministri, a seguito del parere positivo espresso dalle commissioni competenti di Camera e Senato, parte dunque ufficialmente l’iter previsto dal decreto-legge 76 del luglio 2020, anche se diversi commissari hanno già avviato le attività. «I commissari – sottolinea il ministero delle Infrastrutture e Trasporti – sono figure di alta professionalità tecnico-amministrativa, immediatamente operative, scelte per assicurare la migliore interlocuzione con le stazioni appaltanti di Anas e Rfi e con le varie amministrazioni pubbliche coinvolte». Per l’esecuzione degli interventi, i Commissari straordinari possono assumere direttamente le funzioni di stazione appaltante e operano in deroga alle disposizioni di legge in materia di contratti pubblici, fatto salvo il rispetto di una serie di principi e di disposizioni, tra cui quelli relativi all’aggiudicazione e l’esecuzione di appalti e concessioni, alla sostenibilità energetica e ambientale, al conflitto di interesse. Inoltre, un ulteriore limite è quello relativo alle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione e del subappalto.

Ricadute economiche «E’ un passo importante per il rilancio delle opere pubbliche in Italia – commenta il ministro Enrico Giovannini -. L’attuazione delle opere commissariate determinerà anche importanti ricadute economiche e occupazionali. In due mesi abbiamo completato un processo che era fermo da tempo, ma ora occorre procedere velocemente all’attuazione dei cronoprogrammi e a tal fine intendo incontrare al più presto i commissari. Il Ministero monitorerà trimestralmente la realizzazione delle diverse fasi, così da rimuovere tempestivamente eventuali ostacoli».

I tempi Per accelerare la realizzazione degli interventi, a dicembre 2020 è stato firmato con le organizzazioni sindacali un Protocollo d’intesa che prevede l’ottimizzazione dei turni di lavoro su 24 ore. Sulla base dei cronoprogrammi disponibili, nel corso del 2021 si prevede l’apertura di 20 cantieri, cui se ne aggiungeranno 50 nel 2022 e ulteriori 37 nel 2023. La realizzazione delle opere commissariate avrà una ricaduta significativa sui livelli occupazionali: secondo una valutazione condotta da Rfi e Anas, l’impatto occupazionale delle sole opere ferroviarie e stradali è valutabile in oltre 68 mila unità di lavoro medie annue nei prossimi dieci anni, con un profilo crescente fino al 2025, anno in cui si stima un impatto diretto sull’occupazione di oltre 100 mila unità di lavoro.

 

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