di M.R.

La giornata di confronto di sabato 4 maggio, promossa nell’ambito del festival dello sviluppo sostenibile, organizzata da Pensare il domani e Comune di Narni, ha raccolto numerosissime adesioni. C’è interesse per la progettazione del futuro industriale della Conca, compatibile con l’ambiente, l’uomo e l’occupazione.

Narni «Si è trattato – spiega l’assessore all’Ambiente del ‘Comune dell’Anello’, Giovanni Rubini – di un primo appuntamento teso a conoscere più da vicino le realtà produttive che sul territorio investono, creano lavoro, sviluppo, innovazione e sempre più sono impegnate nel conseguire gli obiettivi europei a salvaguardia del Pianeta. Il prossimo step sarà quello di attivare le migliori sinergie tra realtà industriali, tra queste e le istituzioni e più in generale fra tutti gli stakeholders, fino aalle associazioni, i comitati e i singoli cittadini, con l’obiettivo di migliorare sotto ogni punto di vista la vivibilità della Conca sfruttando tutte le risorse a disposizione. Pnrr e Accordo sulla qualità dell’aria – spiega Rubini – sono strumenti indispensabili allo scopo ed era giusto partire da un appuntamento come quello di sabato scorso al quale hanno portato la significativa testimonianza le aderenti al progetto Urban regeneration. Sempre più gli enti locali devono supportare iniziative come quella. Il confronto ora dovrà necessariamente allargarsi anche ad associazioni di categoria e Lega delle cooperative. Da parte nostra l’impegno a lavorare il più possibile assieme al più grande Comune di Terni e le altre istituzioni per incentivare ancora di più i virtuosismi che già molte realtà del tessuto industriale stanno dimostrando».

Sviluppo sostenibile E a proposito di Urban Regeneration se il primo distretto in Italia certificato è già un modello da esportare, sul territorio può essere ampliato. L’ingresso nel pool di azienze che ne fanno parte è ad esempio l’obiettivo dichiarato dalla NarTi, giovane realtà attiva nell’economia circolare con sito a Nera Montoro che dall’insediamento si è distinta per apertura alla comunità e condivisione di dati. «La NarTi – ha spiegato l’amministratore unico Tiziano Paterno Purin nel suo intervento – è una società costituita nel 2021 ed entrata in produzione nel maggio 2022. La sua attività consiste nel trattamento di scarti di produzione provenienti dal ciclo del polipropilene per ricavarne del biossido di titanio, da riutilizzare come materia prima seconda nel settore della ceramica. Si tratta di un’attività industriale che rappresenta un chiaro esempio di economia circolare, nel quale viene pienamente accolto il principio di sostenibilità nella sua accezione più ampia: ambientale, economica e sociale. Infatti, con il nostro intervento, evitiamo che 4.000 tonnellate di scarti si trasformino ogni anno in costosi rifiuti pericolosi e, contemporaneamente, provvediamo alla loro valorizzazione, reinserendoli nel ciclo industriale, traendone beneficio sia in termini economici d’impresa che occupazionali».

NarTi «Tuttavia – ha avuto modo di spiegare – l’economia circolare si fa partendo dai rifiuti e questo a volte genera nel contesto ove si svolge l’attività, diffidenza e percezione negativa. Purtroppo, il rispetto delle norme, talvolta, non è sufficiente ad eliminare i disagi derivanti dalle lavorazioni che impattano sul contesto circostante, ad esempio i cattivi odori, difficilmente misurabili e regolabili, ma fortemente impattanti sulla qualità della vita nel contesto circostante. Il nostro impegno come imprenditori sta anche nello smontare questi paradossi, cercando di prevenire e gestire gli effetti negativi della nostra presenza anche oltre la prescrizione delle norme». Tra gli obiettivo dichiarati anche il conseguimento entro il 2024 della Certificazione di Sistema di gestione ambientale 14001 e l’analisi del ciclo di vita del prodotto per valutare l’impatto ambientale, nonché la diversificazione degli impieghi, oggi legata esclusivamente al settore ceramico. Avviati in tal senso progetti di Ricerca e sviluppo dedicati.

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