Saranno 876, 84 in più rispetto alla precedente programmazione, i milioni di euro di fondi europei che la Regione avrà a disposizione per le politiche agricole dal 2014 al 2020. Le Regioni hanno raggiunto nelle scorse ore un accordo sul riparto che poi è stato approvato giovedì dalla Conferenza Stato-Regioni. «Si tratta di un accordo importante – ha detto l’assessore Cecchini – sul secondo pilastro dello sviluppo rurale, che ha premiato, di fatto, la Regione Umbria per le scelte in materia adottate negli ultimi anni e caratterizzate da una grande capacità di utilizzazione delle risorse comunitarie messe a disposizione dell’Unione europea per lo sviluppo rurale, e per le politiche nel settore tabacchicolo». E proprio nell’ambito delle attività preparatorie del nuovo Programma di sviluppo rurale per l’Umbria 2014-2020, Cecchini ha convocato un incontro con le categorie professionali operanti in Umbria (agronomi, ingegneri, architetti, periti agrari e agrotecnici e geometri), la Facoltà di Agraria di Perugia e il 3A-Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria che si terrà lunedì 20 gennaio in assessorato.
Fase di ascolto Incontro che fa parte di quella «fase di ascolto – ha detto Cecchini – che stiamo svolgendo attraverso specifici ‘focus’ con il partenariato istituzionale, economico e sociale allo scopo di analizzare e condividere i fabbisogni di sviluppo delle aree rurali dell’Umbria». Una fase voluta dalla stessa Unione europea, che ha deciso di prevedere l’analisi preliminare di quelli che sono i fabbisogni di sviluppo e i cambiamenti attesi nelle aree rurali. «Ci avvarremo – ha concluso l’assessore – dell’esperienza positiva maturata con la programmazione appena conclusa, con la più che piena utilizzazione delle risorse europee e la qualità degli interventi realizzati a testimonianza della capacità del Programma di sviluppo rurale di incontrare e sostenere la capacità di innovarsi e crescere del mondo agricolo».
Cia: ottimo risultato Secondo la Cia dell’Umbria quello ottenuto dalla Regione è, secondo il presidente Domenico Brugnoni, un «risultato importante». «È urgente poi per la Cia – spiega Brugnoni -, valutare l’opportunità di una rimodulazione del Piano finanziario, provvedendo a destinare fondi aggiuntivi a copertura degli investimenti che gli imprenditori agricoli, nonostante questo periodo di crisi economica e di difficoltà di accesso al credito hanno avuto il coraggio tuttavia di sostenere, per realizzare progetti ammessi in graduatoria nell’attuale Psr, ma non ancora cofinanziati per carenza di risorse. È necessario anche dopo tale successo verificare quindi tutte le possibili assegnazioni delle risorse per i progetti della vecchia programmazione utilizzando i fondi residui ancora disponibili».
