Un asilo

E’ stato predisposto dalla Regione Umbria il criterio di riparto dei fondi nazionali destinati all’infanzia per i Comuni.

La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato, su proposta dell’assessore all’Istruzione Fabio Barcaioli, i criteri di riparto del Fondo nazionale per il Sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita ai sei anni, relativi all’esercizio finanziario 2025. Alla Regione Umbria è stata assegnata una quota pari a 2.951.925,34 euro, nell’ambito dello stanziamento complessivo di oltre 275 milioni previsto dal decreto del ministero dell’Istruzione e del merito del 17 gennaio 2025, n. 7.

Le risorse saranno distribuite tra i Comuni umbri sulla base di criteri oggettivi che tengono conto del numero di bambini iscritti ai servizi educativi per la prima infanzia, della popolazione residente nelle fasce 0-3 e 4-5 anni e della presenza di scuole dell’infanzia comunali e paritarie. È stato inoltre confermato un contributo minimo di mille euro per ogni Comune beneficiario.

«Abbiamo adottato criteri di riparto che riconoscono le specificità demografiche ed educative del territorio – ha sottolineato l’assessore Barcaioli – garantendo equità nella distribuzione dei fondi e continuità nella progettazione dei servizi per l’infanzia. Un impegno che abbiamo portato avanti con determinazione, nonostante la progressiva diminuzione delle risorse stanziate annualmente dal Ministero a partire dal 2020. Sostenere l’infanzia significa investire nel futuro dell’Umbria, contrastando le disuguaglianze sin dalle prime fasi della vita».

In coerenza con il quadro nazionale, il 5% delle risorse sarà destinato alla formazione continua del personale educativo e docente, ambito in cui il Comune di Terni continuerà a svolgere il ruolo di capofila a livello regionale, in collaborazione con Anci Umbria e l’Ufficio scolastico regionale.

A integrazione dei fondi statali, la Regione partecipa al cofinanziamento con risorse proprie per 930.000 euro, in applicazione della legge regionale n. 13/2023. Inoltre, nella stessa giunta, sono stati approvati i criteri di riparto di queste risorse.

Gli atti approvati sono un passaggio fondamentale per la programmazione territoriale dei servizi educativi per la fascia 0-6, che i Comuni dovranno ora tradurre in interventi attraverso la piattaforma Sirse.

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