La holding Bavaria, finanziaria tedesca che avrebbe dovuto acquisire la Firema (gruppo metalmeccanico del settore dei trasporti, ammesso nell’agosto 2010 alla procedura di amministrazione straordinaria), in base alla partecipazione a un bando dello scorso agosto, è stata ritenuta «non affidabile» e per questo è stata decisa la riapertura del bando, con scadenza a metà dicembre. A renderlo noto, giovedì, i segretari lucani di Fiom, Fim e Uilm, Emanuele De Nicola, Vincenzo Tortorelli e Salvatore Troiano, al termine di un incontro che si è svolto al ministero dello Sviluppo economico. E’ stato il commissario della Firema, Ernesto Stajano, a illustrare la situazione della Firema, «definita buona, anche alla luce delle commesse», secondo De Nicola, ma il piano della finanziaria tedesca, che mirava all’acquisizione di tutti gli stabilimenti del gruppo (oltre a quello di Spello ci sono Caserta, Milano e Tito, in provincia di Potenza) è stato ritenuto «non affidabile» e per questo è stata decisa la riapertura del bando per l’acquisizione del gruppo, e «la valutazione dei probabili acquirenti entro febbraio».

Accelerare i tempi Sono 490 i lavoratori coinvolti, circa una quarantina nello stabilimento spellano: i sindacati (che hanno «stigmatizzato l’assenza delle istituzioni lucane alla riunione») hanno evidenziato la necessità di «accelerare i tempi di chiusura della vertenza, per tutelare le commesse e le professionalità e, se possibile, «di optare per un acquirente italiano», chiedendo poi al governo di «presentare una strategia nazionale per i trasporti». Quello di giovedì a Roma era un appuntamento fondamentale: Bavaria, quotata alla Borsa di Francoforte, è da molti indicata come una realtà specializzata in salvataggi illustri. Ma quella tedesca non sarebbe stata l’unica offerta: nelle settimane passate si è parlato anche di due cordate italiane interessate però al solo impianto di Spello. Ecco perché l’orientamento era quello di preferire l’unica offerta omnicomprensiva, ovvero quella tedesca, mentre si parla anche dell’interessamento di un gruppo di imprenditori locali per il solo impianto spellano. Fatto sta che di fronte ci sono poco più di quattro mesi di tempo: la cassa integrazione della quarantina di lavoratori impiegati a Spello scade a marzo così come il mandato del commissario straordinario.

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