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lunedì 17 maggio - Aggiornato alle 22:56

Filiera del nocciolo, l’Umbria è arriva a 500 ettari: opportunità, sviluppi e difesa «da attacchi demagogici»

Durante un webinar con Confagricoltura, ProAgri, Ferrero e Regione si è fatto il punto a tre anni dai primi impianti. Appello agli agricoltori per le riconversioni

Impianto di nocciolo in Umbria

La sfida lanciata 3 anni fa ormai è una realtà. Con grandi margini di ampliamento. Di questo ed altro si è parlato venerdì 23 aprile durante il webinar “Filiera Nocciolo Umbria – Sviluppo e Opportunità”. A fare il punto sulla filiera è stato Domenico Brugnoni, presidente ProAgri (Consorzio produttori agricoli) con cui Ferrero Hco ha sottoscritto un contratto che prevede di raggiungere in Umbria 700 ettari a noccioleto entro il 2025: passando dai circa 40 ettari iniziali piantati tre anni fa, ai 110 del 2019, ai 350 del 2020 per arrivare ai 500 ettari attuali, distribuiti in varie aree della regione e in diverse altitudini.

Interventi Dopo la visita fatta lo scorso anno nei campi e l’impegno messo in questa idea progettuale di forte interesse per gli imprenditori agricoli, al webinar è intervenuto anche l’assessore regionale all’agricoltura Roberto Morroni, con le conclusioni che sono state poi affidate a Fabio Rossi, presidente di Confagricoltura Umbria, associazione che fin dall’inizio ha supportato questa sfida di grande opportunità per le imprese agricole umbre. Di progettazione e realizzazione impianti ha parlato Ivan Seri, responsabile PNI Centro Italia HCo Ferrero, mentre sul tema dei servizi e assistenza tecnica è intervenuto Iacopo Bianconi, tecnico ProAgri che coordina le attività dei tecnici sugli impianti di nocciolo. Per i dettagli del Progetto “Nocciolo Italia” voluto da Ferrero Hazelnut Company la parola è stata data a Fabio Piretta, project Manager Ferrero Hco.

Si punta ai 900 ettari Una filiera in crescita quindi e che ha dato modo alle imprese agricole che hanno aderito di diversificare e di incrementare il proprio reddito, come ha spiegato Rossi. Per il presidente di Confagricoltura “c’è una grande adattabilità del nocciolo ai terreni umbri”. “In questa filiera c’è ancora capienza – ha proseguito Rossi – perché riducendo i costi di impianto siamo riusciti ad arrivare già a 500 ettari e possiamo puntare a 900 con i budget previsti inizialmente dal progetto di filiera. Attualmente è in corso una interlocuzione con Ferrero per un ampliamento del contratto”. “Come Confagricoltura difenderemo questa ed altre filiere da attacchi e demagogie che vengono da chi, in Umbria e fuori, pensa di rimanere allo status quo e di lasciare gli agricoltori nella difficoltà economica” ha sottolineato Rossi per poi aggiungere: “Noi combatteremo sempre tutti quelli che in maniera ideologica e senza fondamento scientifico pensano di andare ad influenzare le scelte degli agricoltori”.

Agricoltura del futuro Rossi ha poi sottolineato l’importanza della Regione Umbria in questo percorso, visto il supporto che sta dando a questa come ad altre filiere. L’assessore Morroni, dopo avere apprezzato l’impegno che gli agricoltori stanno mettendo per portare avanti in Umbria questa filiera “stimolato da associazioni come Confagricoltura, sempre in prima linea su questo fronte”, ha evidenziato tre argomenti che portano la Regione a guardarla “con interesse e non solo a parole – ha affermato – viste le scelte fatte per orientare risorse crescenti per completare una filiera che potrà caratterizzare sempre più l’agricoltura umbra del futuro”. Parlare di agricoltura per Morroni “significa parlare di qualità e di orientamento delle produzioni in tal senso, specialmente per una regione piccola ma con potenzialità importanti e straordinarie come la nostra”. Di filiere come “asse strategico” ha poi parlato Morroni “per avere il coraggio di tuffarci nel futuro”. Oltre che di un’agricoltura umbra che “deve riposizionarsi e guardare alla creazione di valore e profitto”, e quindi orientare la propria attività verso colture come quella del nocciolo che vanno in tal senso.

Profitti e sostenibilità Il presidente ProAgri Brugnoni ha sottolineato la grande motivazione degli agricoltori “nel creare opportunità di filiera con prospettive agricole, sostenibili sia dal punto di vista ambientale che economico”. “Siamo partiti – ha detto – sfidando una coltura presente in altre realtà italiane ma che conoscevamo poco qui in Umbria. Il primo obiettivo dei 500 ettari è stato raggiunto proprio nelle settimane scorse e questo non era scontato. Siamo ora sempre più convinti che questa coltura ha una fattibilità concreta nei nostri territori, dopo aver sperimentato anche tutta una metodica con costi competitivi e servizi tecnici”.

Visite agli impianti Per fare in modo quindi che questo progetto abbia una evoluzione “positiva e in crescita” servono sempre più imprese agricole disposte a diversificare le proprie produzioni e puntare sul nocciolo. L’invito agli agricoltori, partito anche dal webinar, è quindi quello di pensare sempre più a questa opportunità, con la convinzione che il nocciolo potrà essere in futuro un pezzo importante nell’economia delle aziende. A tal proposito, è stato infine ricordato che sono possibili visite nelle aziende dove tre anni fa sono stati realizzati i primi impianti. Si può prenotare una visita, inviando un’email ad uno di questi indirizzi: [email protected]; [email protected] Oppure telefonando al 075 86 27 939 – 075 86 27 931.

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