di Daniele Bovi
Sul groppone delle famiglie umbre ci sono quasi 7 miliardi di euro di debiti, un dato che è cresciuto di oltre il 30% dal 2008 ad oggi, anni di durissima crisi economica. A spiegarlo è la Cgia di Mestre che in uno studio ha analizzato gli ultimi dati resi noti da Bankitalia e relativi all’indebitamento delle famiglie italiane. Per la precisione per pagare mutui, prestiti per beni mobili, credito al consumo, finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili e così via, sulle spalle delle famiglie della regione ci sono 6 miliardi e 843 milioni di euro.
L’indebitamento medio La maggior parte del debito, per ovvie ragioni, è concentrato nella provincia di Perugia dove lo stock è pari a 5,1 miliardi di euro. Qui, secondo Bankitalia e Cgia, l’indebitamento medio di una famiglia è di 18.654 euro, in crescita del 29,7% rispetto al 2008. Nella provincia di Terni invece ogni famiglia deve restituire in media 16.474 euro, il 33% in più rispetto a tre anni fa per un totale di un miliardo e 691 milioni di euro. Dati dai quali emerge chiaramente come con la crisi l’affanno si fa sempre più pesante e che testimoniano, comunque, come l’indebitamento della regione sia minore rispetto alla media italiana (20 mila euro per un aumento del 36,4%).
Dati da far tremare i polsi A livello territoriale i nuclei familiari più in difficoltà sono stati rilevati in provincia di Roma (indebitamento medio pari a 29.287 euro), con a seguire Lodi (28.470 €) e Milano (28.251 euro). In termini complessivi, invece, lo stock di debito che pesa su tutte le famiglie italiane ammonta a poco più di 503 miliardi di euro: «Una cifra – sottolinea la Cgia – che oggettivamente fa tremare i polsi». Le famiglie più «virtuose» invece, almeno stando ai dati, sono concentrate al Sud. Se l’indebitamento medio delle famiglie residenti in provincia di Vibo Valentia era nel settembre scorso di 9.342 euro, ad Enna toccava gli 8.845 euro ed in Ogliastra gli 8.593.
Soffrono di più i più deboli «In linea generale – osserva Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA di Mestre – abbiamo riscontrato che l’incidenza del debito sul reddito familiare è maggiore tra i nuclei con disponibilità economiche medio-basse. Appare evidente che il perdurare della crisi rischia di accentuare questa situazione. Inoltre, abbiamo appurato che la situazione economica delle famiglie meno abbienti residenti nelle grandi aree metropolitane è mediamente peggiore di quella registrata dai nuclei ubicati nelle realtà urbane medio piccole. Infatti, a parità di reddito, nelle piccole realtà urbane la crisi si sente meno perché il costo della vita è inferiore».

