In Umbria record di fallimenti nel primo trimestre del 2012

di Daniele Bovi

E’ l’insolvency ratio, ovvero il tasso di procedure di fallimento aperte ogni diecimila imprese attive, uno degli indicatori che danno la misura di quanto la crisi economica abbia picchiato e stia tuttora picchiando duro sulle aziende dell’Umbria. Secondi gli ultimi numeri forniti dal Cerved martedì mattina tra gennaio e marzo 2012 nella regione si può parlare di vero e proprio record: nove procedure fallimentari aperte ogni diecimila imprese, il tasso più alto d’Italia. La Lombardia, seconda classificata, fa registrare un valore di 7,8. I dati umbri riflettono un trend nazionale che mostra come nei primi tre mesi dell’anno la corsa dei fallimenti  (+4,2% sullo stesso periodo del 2011, tremila in termini assoluti) non si è mai fermata. Una corsa che avanti da quattro anni: la crescita dei default, spiega infatti il Cerved, continua da sedici trimestri consecutivi.

I numeri E l’Umbria non fa di certo eccezione: tra il 2009 e il 2011, sempre secondo il Cerved, la regione si piazza quinta tra quelle che in Italia hanno sofferto di più (IR pari a 2,1). Numeri tutt’altro che positivi arrivano anche dal confronto del tasso di fallimenti tra il 2011 e il 2010. Tasso che mostra, in Umbria, una crescita dell’8,6%, superiore alla media italiana (+7,4%) ma comunque inferiore a quella delle regioni centrali (+9,5%). A complicare un quadro già molto complesso ci si mettono poi i tempi biblici della giustizia. Secondo il rapporto pubblicato martedì infatti in Umbria la durata media di una procedura fallimentare è di otto anni e mezzo, in linea con la media nazionale ma con forti differenze territoriali che vanno dai quasi dodici anni della Sicilia ai cinque e mezzo del Trentino. In qualunque caso, auguri ai creditori.

I dati nazionali Gli andamenti territoriali dei primi tre mesi del 2012 confermano in sostanza le dinamiche osservate nel corso dell’anno precedente: i default continuano a crescere in tutta Italia, ad eccezione del Nord Est, in cui si registra una diminuzione dell’8,8% rispetto allo stesso periodo del 2011, grazie ai forti cali osservati in Veneto (-12,3%) e in Emilia Romagna (-12,2%). L’aumento dei fallimenti è invece particolarmente intenso, come dimostrano anche i dati umbri, nel Centro Italia (+12,7%); il tasso di crescita è poi maggiore rispetto alla media nazionale nel Mezzogiorno e nelle Isole (+6,5%) e nel Nord Ovest (+4,9%). Il Nord Ovest poi, principalmente a causa dell’alto numero di casi in Lombardia (7,8), rimane l’area con la maggiore diffusione dei fallimenti (6,6 su 10 mila imprese operative); più bassi gli insolvency ratio del Piemonte (5,2), della Liguria (4,5) e della Valle d’Aosta (3,8).

I settori Anche dal punto di vista settoriale i dati nazionali dei primi mesi del 2012 sono in continuità con quelli precedenti. Continua a ritmi intensi infatti l’aumento dei fallimenti nell’edilizia (+8,4% rispetto ai primi tre mesi del 2011), con l’insolvency ratio a quota 8,3 punti. I default risultano in aumento anche nel terziario (+4,1% rispetto al primo trimestre 2011), che risente degli incrementi osservati nella filiera informazione, comunicazione e intrattenimento, nella logistica, trasporti e tra le società immobiliari. Pur rimanendo il comparto caratterizzato dalla maggiore diffusione dei fallimenti (IR a 9,8 punti, contro il 5,5 osservato nel complesso dell’economia), continuano i segnali positivi nell’industria: i default sono in calo del 7,2% rispetto al primo trimestre del 2011. In ambito manifatturiero, i miglioramenti interessano le aziende che operano nel campo della produzione di beni intermedi, nella meccanica, nei mezzi di trasporto e nella produzione dei metalli; viceversa risulta in peggioramento la situazione nel sistema casa e nel sistema moda.

TASSO DI FALLIMENTI PER REGIONE

UMBRIA 9
LOMBARDIA 7,8
MARCHE 7,2
FRIULI 6,4
LAZIO 6,2
ABRUZZO 5,4
TOSCANA 5,4
VENETO 5,2
PIEMONTE 5,2
SARDEGNA 5,1
CAMPANIA 4,8
EMILIA ROMAGNA 4,8
PUGLIA 4,6
LIGURIA 4,5
MOLISE 4,4
CALABRIA 4,3
SICILIA 4
VALLE D’AOSTA 3,8
TRENTINO 3,4
BASILICATA 2,2

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