
Un accordo «di difesa», in tempi di crisi. Così i sindacati commentano l’intesa sulla vertenza dello stabilimento di cappe aspiranti Faber (grupo Franke) di Fossato di Vico, destinato alla chiusura. L’accordo è stato raggiunto venerdì a Fabriano, dopo otto ore di trattativa. Dei 187 lavoratori di Fossato di Vico, 83 verranno trasferiti entro dicembre 2012 nello stabilimento di Sassoferrato (Ancona), 15 saranno riassorbiti in aziende dell’indotto. Per i restanti lavoratori del sito umbro scatteranno due anni di cassa integrazione straordinaria, al termine dei quali si aprirà una procedura di mobilità. L’accordo raggiunto prevede anche l’impegno dell’azienda ad attivarsi, in collaborazione con Confindustria Perugia, «per la ricollocazione di ulteriori unità produttive – recita una nota della Faber – presso altre realtà locali».
Mobilità volontaria incentivata (37 mila euro) per chi è disposto a uscire prima, entro un anno. Incentivo di 28 mila euro per l’uscita nel secondo anno. Niente ricorso alla Cigs invece per gli addetti di Sassoferrato e della sede centrale di Fabriano, ma anche in questo caso incentivi alla mobilità spontanea (20 mila euro per Sassoferrato, 28 mila per i lavoratori di Fabriano). «Dall’azienda – spiega Andrea Cocco, della Fim Cisl – abbiamo anche ottenuto l’impegno a investimenti per 7 milioni di euro nella fabbrica di Sassoferrato». Investimenti che, stando alla nota della società, dovrebbero concretizzarsi nel 2013 e portare al milione di pezzi prodotti l’anno oltre all’investimento nel settore Ricerca e Sviluppo. L’intesa, sottoscritta da Fim, Fiom e Uilm, passa all’esame delle assemblee dei lavoratori.
