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martedì 28 settembre - Aggiornato alle 15:49

Export Umbria: primo trimestre 2021 giù del 7,7 per cento. Crescono settore olio e mobile

Intesa Sanpaolo sui distretti, soffre il comparto abbigliamento di Perugia con -13,5 per cento: «Atteso nei prossimi mesi recupero livello pre Covid»

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Esportazioni giù del 7,7 per cento, ossia -14 milioni di fatturato. Emerge dall’analisi dei risultati del primo trimestre elaborati dalla direzione Studi e ricerche di Intesa Sanpaolo e relativa a tre distretti umbri: maglieria e abbigliamento di Perugia, olio di Spoleto e mobile di Città di Castello.

Distretto olio A tenere è il comparto oleario (+2,9 per cento) che, come già visto nel trimestre scorso, beneficia di una forte crescita nel mercato francese (+21 per cento) per effetto dell’ingresso sul territorio di una multinazionale d’oltralpe. L’export del settore per l’Umbria nel 2019 è valso 187,9 milioni e nel 2020 è salito a 195,6 milioni, mentre il primo trimestre 2021 ha cubato 45,6 milioni in crescita di 1,3 milioni sul 2020 e di 3,7 milioni sul 2019. L’oro verde prodotto ma prevalentemente confezionato è destinato a Francia (+21,8%), Usa (-40,3%), Svizzera  (+30,6%), Corea (+156%).

Abbigliamento in sofferenza Tuttavia sul bilancio umbro delle esportazioni distrettuali pesa soprattutto l’andamento negativo di maglieria e abbigliamento di Perugia, che con 100 milioni di euro di esportazioni il rappresenta più del 60% delle vendite estere distrettuali umbre: nel 2019 il settore ha spedito all’estero 501,9 milioni di merce, nel 2020 è arretrato a 462,3. Nel primo trimestre 2021, comunque, il comparto ha subito una flessione del 13,5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2020, quando ancora gli effetti della pandemia erano relativi. In particolare, però, il distretto ha due componenti, che non hanno lo stesso andamento: il settore della maglieria ha un risultato positivo (+3,4%) e in controtendenza rispetto all’abbigliamento che ha subito un calo (-13,5%). La contrazione delle esportazioni si rileva verso Usa (-34,7%) e Regno Unito (-58%), ma ci sono anche dei segnali positivi, come rileva Intesa Sanpaolo, facendo notare che il distretto è riuscito a cogliere la ripresa mostrata dal mercato cinese (+53,8%) e dalla Federazione Russa (+36,2%),

Bene mobile Infine, il distretto del Mobile di Città di Castello ha fatto registrare 18 milioni di euro di esportazioni in crescita del 4,1 per cento rispetto al primo trimestre 2020, riducendo il ritardo rispetto al pre-crisi al -5,4 per cento. Il comparto nel 2019 ha cubato quasi 77 milioni, mentre lo scorso anno quasi 67.  Anche per queste produzioni uno dei principali mercati di destinazione si conferma la Francia con 3,8 milioni, sostanzialmente in linea con il primo trimestre 2020 (-1,9%), mentre si riducono sensibilmente le vendite verso il Regno Unito (-88%) compensate però dal buon andamento in Germania (+51,7%), che è diventata nel primo trimestre il primo mercato, e Stati Uniti (+40,8%).

«Atteso nei prossimi mesi recupero livello pre Covid» Per gli esperti di Intesa Sanpaolo «le attese per i prossimi mesi sono di un progressivo rafforzamento del commercio internazionale con prospettive di recupero dei livelli pre-Covid già durante il 2021 per diversi settori: le imprese distrettuali dovranno cogliere le opportunità sui mercati internazionali, dove gli scambi sono in forte accelerazione, oltre ad intercettare i nuovi modi di consumo e i diversi canali di vendita». A commentare che «nonostante gli effetti della crisi abbiano pesato in maniera differente sui distretti umbri nel primo trimestre 2021, i segnali restano positivi in virtù della qualità delle produzioni distrettuali  e del forte legame tra le aziende appartenenti alle filiere produttive locali» è  Luca Severini, direttore regionale Toscana e Umbria Intesa Sanpaolo, secondo cui «l’Italia è il paese dei distretti e delle filiere e Intesa Sanpaolo, grazie a Programma Sviluppo Filiere, offre strumenti e risorse a circa un migliaio di fornitori di ben 14 filiere produttive umbre che sviluppano nel complesso un giro di affari di oltre 1,8 miliardi di euro»

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