Tra gennaio e marzo 2012 venduti beni all'estero per 937 milioni

di Daniele Bovi

Per il made in Umbria il 2012 inizia con il piede giusto. Continua a crescere infatti, seppur a ritmi meno elevati rispetto ai trimestri precedenti, l’export dell’economia regionale. Secondo i dati pubblicati martedì dall’Istat l’Umbria tra gennaio e marzo ha esportato merci per 937 milioni di euro, un dato che vale un +5,8% rispetto allo stesso periodo del 2011 (885 milioni). L’Umbria, insieme alla Campania (+7,5%) e alle Marche (+6,2%) mette a segno una performance migliore di quella della media italiana, che si ferma a +5,5%.

I dati Da evidenziare poi come notizie positive, per un comparto che soffre storicamente di scarsa internazionalizzazione come quello dell’export regionale, arrivano anche dal dato congiunturale, ossia dal confronto tra il primo trimestre dell’anno e l’ultimo del 2012. Mentre nel complesso infatti le regioni del Centro accusano una leggera flessione (-1,8%), l’Umbria avanza anche se di poco: dai 910 milioni di euro esportati tra ottobre e dicembre si arriva a 937 (+2,9%). Un dato migliore rispetto non solo al Centro Italia ma anche al Nord-Est (-3%) e al Nord-Ovest (+0,8%). Da notare inoltre come, rispetto a gennaio-marzo 2011, l’export umbro sia calato verso i Paesi dell’Ue (-4,9%). Un numero ampiamente compensato dal +23,8% dei Paesi extra Ue. Solo Sicilia (+48,4%) e Sardegna (+57,7%) hanno fatto meglio.

L’analisi settoriale L’analisi settoriale mostra nella maggior parte dei casi segni più. E’ così, in particolare, per i prodotti agricoli e legati alla pesca (+49,9%), per quelli «farmaceutici, chimico-medicinali e botanici» (+88%) e per i prodotti e le sostanze chimiche (+16,5%). Il settore mobili tiene con un +5,6% così come la pelletteria (+7,4%). Gli unici segni negativi riportati dalle tabelle Istat sono invece quelli di cave e miniere (-41,7%), dei prodotti petroliferi raffinati (-19,8%), della gomma (-10,4%), degli apparecchi elettrici (-21,4%), dei prodotti legati alle attività di trattamento dei rifiuti (-61%), computer e ottica (-21,4%) e del legno (-5,6%). Lieve calo, -1%, anche per la maxi-categoria che mette insieme alimenti, bevande e tabacco.

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