Merci pronte per essere spedite

di Dan. Bo.

Sei milioni di euro in meno rispetto al primo trimestre del 2014, in termini percentuali un -0,7 per cento. È iniziato così, secondo gli ultimi dati dell’Istat, il 2015 per l’export regionale. Al netto del settore siderurgico però, che come noto pesa in modo significativo sul totale delle esportazioni, i dati sono positivi. Se complessivamente infatti il valore delle merci vendute all’estero tra gennaio e marzo è stato di 871 milioni contro gli 877 dello stesso periodo del 2014, togliendo la siderurgia il complesso delle esportazioni si attesta a 724,7 milioni di euro rispetto ai 688,9 del primo trimestre 2015. Tradotto in percentuale, un +5,2 per cento rispetto al +3,2 per cento della media nazionale.

PSR, IN ARRIVO 877 MILIONI

I numeri In termini assoluti è la provincia di Perugia a fare la parte del leone: 625,4 i milioni di euro di beni esportati con un +2,7 per cento rispetto al 2014. Quanto a quella di Terni, il valore assoluto dell’export ammonta a 100 milioni (sempre al netto del dato relativo alla siderurgia), con un incremento di oltre 21 milioni di euro rispetto al primo trimestre dell’anno precedente. Da sottolineare le prestazioni del settore tessile (+20,6 per cento, da 149 a 164 milioni), che aumenta la propria quota sul totale dell’export nazionale (dall’1,3 all’1,6 per cento), di tutto il settore della meccanica, dei mobili (+5,4 per cento), del legno (+4 per cento) e della carta (+6 per cento). Segni meno invece per la siderurgia (-20,8 per cento) e per tutto il settore agricoltura (-23 per cento, mentre prodotti alimentari, bevande e tabacco fanno registrare un +4 per cento).

BANKITALIA UMBRIA: «MALE 2014 MA RIPRESA È INIZIATA»

Segnale positivo La presidente della Regione Catiuscia Marini parla di «un segnale positivo che si sostanzia in una crescita superiore a quella della media nazionale. Per la regione si tratta in questa fase di contribuire a consolidare i segnali positivi sul piano dell’internazionalizzazione del sistema produttivo ed al tempo stesso rafforzare i segnali di ripresa che si evidenziano in termini di dati relativi alla crescita del Pil oltre che sul mercato del lavoro con riferimento alla crescita dei contratti a tempo indeterminato».

Twitter @DanieleBovi

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