Tra giugno e settembre venduti beni all’estero per 856 milioni
Tra giugno e settembre venduti beni all’estero per 856 milioni

di Daniele Bovi

In nove mesi, dal gennaio al giugno del 2011, l’Umbria ha esportato più merci dell’intero 2009, anno in cui la crisi è stata pesantissima anche per le (poche, pochissime) aziende umbre impegnate sui mercati di tutto il mondo. Il dato emerge dal report sulle esportazioni delle regioni italiane diffuso martedì dall’Istat e relativo al terzo trimestre del 2011. Da gennaio a giugno il valore delle merci esportate è stato di 2,655 miliardi di euro contro i 2,6 dell’intero 2009. In particolare nel terzo trimestre l’export vale qualcosa come 856 milioni di euro, cifre che fanno pensare che quello in corso sia l’anno buono per tornare sopra ai livelli del 2008 (3,3 miliardi di euro).

I dati Gli oltre 2,6 miliardi se tradotti in termini percentuali valgono un incremento, rispetto allo stesso periodo del 2010, del 14,9%, in leggera diminuzione sul +15,3% relativo ai primi sei mesi del 2011. Il Cuore verde, con le sue poche aziende esportatrici e con il dominio nel settore delle acciaierie ternane, per quello che vale fa meglio del resto delle regioni del Centro Italia, Lazio escluso (+15,1%). Il dato secco è migliore anche rispetto a quello nazionale (+13,7%) mentre le cose peggiorano decisamente se si guarda al contributo che l’Umbria dà alla performance nazionale. I numeri della regione valgono infatti gli ultimi posti, davanti solo a cinque realtà del Sud e a una del Nord (Trentino). Insomma, si arranca come al solito, ma almeno si torna a vedere la linea di galleggiamento.

I settori che tirano Gli incrementi maggiori del periodo riguardano le esportazioni verso i Paesi dell’Ue con un +17,6% che colloca l’Umbria ai vertici in Italia, mentre verso i Paesi extra Ue il +11% è tra le peggiori performance nazionali. Settorialmente il segno più è la caratteristica di quasi tutti i comparti. Vanno bene alimenti, bevande e tabacco (+28%), il tessile e la pelletteria con aumenti tra il 21 e il 24% così come il legno (+12%) e i metalli di base (+19%). Benissimo invece vanno la farmaceutica e i prodotti botanici, con addirittura un +106% battuto solo dal +318% dei minerali da cave.

I dati nazionali A livello nazionale nel terzo trimestre 2011 si rileva una crescita congiunturale delle esportazioni per tutte le ripartizioni territoriali, più intensa per le regioni del Centro (+6,7%). Seguono quelle nord-occidentali (+3,1%) e nord-orientali (+1,9%). Tra gennaio e giugno la crescita dell’export nazionale risulta sostenuta (+13,5%) e coinvolge tutte le ripartizioni. Particolarmente elevato è l’aumento per l’Italia insulare (+16,7%), mentre per le altre aree si registrano tassi di crescita compresi tra il 12,9% al Sud e il 13,7% al Centro. Tra le regioni che forniscono il maggior contributo alla crescita delle esportazioni nazionali si segnalano l’Emilia-Romagna (+14,3%), la Toscana (+13,9%) e il Lazio (+15,1%). Elevati incrementi tendenziali si rilevano per Sicilia, Puglia, Liguria e Abruzzo.

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