Container caricati su una nave merci

di Daniele Bovi

Trascinato in basso dal peso dell’acciaio ternano, l’export umbro chiude il 2013 con un calo del 7,2%. Il dato emerge dal rapporto dell’Istat sulle esportazioni delle regioni italiane pubblicato mercoledì. Un documento dal quale viene fuori un dato non nuovo e che ha caratterizzato anche i trimestri precedenti, ovvero la riduzione di un terzo delle esportazioni dei «metalli di base»: complessivamente -34%, con una quota sul totale nazionale che passa dal 2,7% al 2%. Le province che «nel 2013 – spiega l’Istituto – danno il contributo più importante alla contrazione dell’export nazionale sono Siracusa (-20,2%), Arezzo (-20,5%), Taranto (-48,9%), Milano (-2,5%), Cagliari (-15,8%), Roma (-8,7%), Genova (-15,2%), Terni (-28,4%)». Una provincia dove, ovviamente, la quota preponderante di merci vendute all’estero è rappresentata dall’acciaio.

I settori Guardando al dato totale, i mercati dove il dato è più negativo sono quelli dei paesi fuori dall’Unione europea (-11,6%), mentre dentro l’Ue la flessione è più contenuta (-3,4%). Nelle tabelle dell’Istat si trova poi la conferma della sofferenza che vive il settore delle cave che, nel corso dell’anno passato, ha venduto all’estero l’80% in meno di prodotti, con una quota nazionale che passa dallo 0,9% allo 0,2%. In controtendenza invece tutta quell’area che l’Istat raggruppa sotto «agricoltura, silvicoltura e pesca», le cui esportazioni sono cresciute del 20% nel corso dello scorso anno, portando così ad un incremento della quota nazionale dal 2,1% al 2,4%. Bene anche alimentari, bevande e tabacco (+20%), articoli in pelle (+22%), legno (+3,5%), abbigliamento (+10%) e mobili (+12%).

Così in Italia A livello nazionale l’export è rimasto sostanzialmente fermo (-0,1%), un risultato secondo l’Istat frutto di quelle che chiama «dinamiche territoriali divergenti». Il dato è infatti positivo sia nel Nord Est (+2,4%) che nel Nord Ovest (+0,6%), mentre è andata male per i flussi commerciali in uscita dalle Isole, in crollo (-15,0%), e al Sud (-4,1%), che risente «della forte instabilità della componente energetica». Sempre in calo, anche se più lieve, le esportazioni del Centro Italia (-0,7%).

Twitter @DanieleBovi

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.