di Daniele Bovi
Niente «settimana di protagonismo» per il sistema Umbria in vista dell’Expo che aprirà i battenti a maggio. A spiegarlo, martedì in consiglio regionale, è stato l’assessore Fabrizio Bracco rispondendo ad un’interrogazione di Maria Rosi (FI) in cui la consigliera chiedeva di conoscere «le iniziative che la giunta regionale intende mettere in atto per promuovere l’Umbria». Nella sua risposta Bracco ha messo una pietra sopra all’idea della «settimana di protagonismo» poiché troppo costosa (circa 450 mila euro). Sul tavolo rimangono quindi le due settimane previste dal pacchetto base: «L’Umbria – ha detto Bracco – sarà presente per due settimane nel ‘Padiglione Italia’, tra la fine di luglio e l’inizio di agosto». La prima costerà 300 mila euro, la seconda circa 130 mila.
Eventi «Saremo invece coinvolti – ha aggiunto -, insieme ad altre regioni, in una serie di eventi dedicati ai temi fondanti dell’Expo: la nutrizione, la sostenibilità e il futuro del pianeta. Inoltre avremo una mostra permanente all’interno della ‘Cascina Triulza’, il padiglione dell’expo dedicato al terzo settore, al mondo della cooperazione e delle organizzazioni non governative. Sosterremo poi i produttori umbri nel padiglione dedicato al vino e i produttori umbri del cioccolato in quello dedicato a questo tema. Sono previste anche alcune attività fuori dall’Expo e altre in Umbria per attrarre visitatori direttamente nella nostra regione, con particolare attenzione ai flussi provenienti dalla Cina». Oltre a ciò in programma ci sono anche iniziative con l’Università.
Risorse A monte di tutto però va fatto un ragionamento sulle risorse che tutto il sistema Umbria può investire sull’Expo. Bracco martedì ha rinnovato l’appello «alle associazioni di categoria, agli enti camerali e agli enti locali» al fine «di cooperare con noi in vista dell’Expo». Nel maggio scorso a palazzo Donini era stato firmato un protocollo tra 23 soggetti: sei pagine in cui si sottoscrive la volontà di dare vita ad iniziative coordinate e a una cabina di regia con lo scopo di promuovere l’Umbria. In quella sede era stato fissato un obiettivo, ovvero un budget di due milioni di euro, che al momento non è stato centrato. Sul piatto c’è il milione 50 mila euro stanziato dalla regione più altri 430 mila euro: 300 mila dal governo e il resto dal sistema delle regioni.
Pacchetto base Dal resto della compagine, secondo quanto spiegano da palazzo Donini, alcune buone idee e progetti, in special modo dall’Università, ma risorse ancora poche. Il tutto tenendo a mente che non sarà possibile usare i fondi europei per finanziare le iniziative. Il pacchetto base di due settimane prevede la partecipazione dell’Umbria alla mostra sull’Italia organizzata dalle Regioni, uno spazio di rappresentanza tra i 30 e i 40 metri quadrati dove ricevere gli ospiti (non aperto al pubblico) e un’area espositiva dedicata di 200 metri quadrati, dove andrà organizzata un’esposizione autonoma il cui progetto dovrà essere approvato dalla direzione artistica di Palazzo Italia. La Camera di commercio collaborerà al cluster della cioccolata che in tutto saranno tre: Modica, l’Umbria e il Piemonte. Una presenza che costerà 150 mila euro equamente divisi tra Comune di Perugia, Camera e Regione. Poi c’è il sostegno al settore del vino e ai suoi produttori.
Idee Al di là delle risorse l’altro capitolo fondamentale è quello che riguarda le idee. In questi mesi infatti è stato spiegato in più occasioni che per non ‘affogare’ all’interno di un evento gigantesco come l’Expo (almeno 130 i paesi partecipanti) l’Umbria si dovrà presentare con alcune idee forti in grado di rendere riconoscibile il territorio di fronte a un pubblico che in molti casi non sarà quello del ‘classico’ turista. Tra i milioni di visitatori attesi a Milano infatti buona parte saranno investitori, importatori, persone magari attente alla ricerca scientifica, all’innovazione e al tessuto produttivo umbro. Insomma, occorrerà dare l’idea di un’Umbria moderna sui temi che saranno al centro dell’Expo.
Twitter @DanieleBovi
