di Chiara Fabrizi
«Preoccupazione per l’ennesima crisi della ex Novelli, che in pratica è in autogestione, a conferma del senso di responsabilità dei lavoratori. Entro settembre, al massimo ottobre, va trovata una soluzione seria per tutto il perimetro aziendale e quindi per tutti i dipendenti, tra loro moltissime donne. Ma servono anche garanzie, per evitare che quanto accaduto nel dicembre 2016 si ripeta», ossia la cessione a un euro alla Alimentitaliani dei Greco, già fallita con strascichi molto pesanti. Questo il messaggio che sindacalisti e lavoratori Rsa hanno messo sul tavolo dell’incontro di lunedì mattina in Comune, a cui hanno partecipato, oltre al vicesindaco Maria Elena Bececco e all’assessore Corrado Castrovillari, anche i parlamentari umbri Stefano Lucidi (M5s), Walter Verini (Pd), Luca Briziarelli (Lega Nord) e Raffaele Nevi (Forza Italia), che si sono detti pronti a bussare alle porte del ministero dello Sviluppo economico.
Ex Novelli: in sei mesi nuovo imprenditore Obiettivo rimettere insieme i cocci e definire il percorso da compiere nei prossimi sei mesi, per dare prospettiva all’industria alimentare di Spoleto, Terni e Amelia e a circa trecento famiglie. Ma i nodi da passare al pettine sono diversi e i tempi sono molto stretti, visto che il tribunale di Castrovillari ha autorizzatot la continuità produttiva fino al 22 dicembre 2018, nominando curatori Fernando Caldiero e Giorgio Meo. Per quella data la ex Novelli dovrà aver trovato un nuovo investitore «serio e affidabile», ripetono Loreto Fioretti, Stefano Tedeschi e Gianluca Menichini, i sindacalisti di Cisl, Uil e Cgil. Che l’industria alimentare possa dire ancora la sua sembra emergere dalle commesse della settimane di Pasqua, che valgono 3 milioni di uova, un picco produttivo che dal 3 aprile sarà un ricordo, mentre resteranno all’ordine del giorno il groviglio di procedimenti e inchieste giudiziarie che stringono le società dalla ex Novelli, che possono scoraggiare eventuali investitori, rappresentando comunque un elemento di garanzia, come nel caso del sequestro delle società agricole.
Chieste garanzie E di garanzie si è discusso anche in vista della nuova cessione, sia sul fronte del perimetro aziendale che occupazionale, ma anche a più ampio spettro sugli investitori che potranno farsi avanti. Il timing è, quindi molto, stretto «e per questo deve essere speso – ha detto Bececco – per dare un futuro alla ex Novelli, serve seguire passo passo la vicenda, con una cabina di regia allargata alla Regione». Al suo fianco Castrovillari che ha rimesso sul tavolo l’ipotesi della «newco in cui far confluire gli asset e una parte delle passività, andando a individuare con una procedura di evidenza pubblica l’investitore, così da alzare il livello di garanzia intorno all’operazione». In questo senso il dem Verini ha rilevato che «le procedure le vince chi offre di più, quindi serve comunque grande attenzione, e credo che vada ricercato un maggiore protagonismo di Confindustria». La cessione del dicembre 2016, avvenuta al tavolo ministeriale, al prezzo simbolico di un euro e in favore dei Greco «è il passato che non dobbiamo dimenticare – ha detto Lucidi del M5s – ma è chiaro che dobbiamo concentrarci sul futuro», ossia sul percorso da compiere per salvare la ex Novelli e 300 posti di lavoro. «Una delegazione di parlamentari può andare al Mise a verificare – ha proposto Nevi – sia la procedura pubblica, che i tempi». «Ma sia chiaro – ha conluso Briziarelli della Lega – questo tavolo non sta proponendo vie salvifiche». Intanto serve muoversi. E bene.
@chilodice

Se Alimentitaliani, che ha preso tutto a un euro, e’ fallita i Politici e i Sindacati come possono sperare di trovare un Imprenditire che investa molti milioni? Mi sembra di sognare! Sono tutte chiacchera a vuoto.
Se Alimentitaliani,che ha preso tutto a un euro, e’ fallita, come possono sperare i Politici e o Sindacati di trovare un Imprenditore che investa molti milioni? Mi sembra di sognare! Sono tutte chiacchiere e vuoto.
La mia domanda è: ma i politici e i sindacati dov’erano quando tutto questo accadeva? Perché nessuno ha fatto o detto niente prima? Adesso vogliono fare tutti i salvatori della patria, e andare al mise che ha permesso il passaggio ad alimenti italiani. Vergogna.