di D.B.
«Tutto sembra essersi arenato». È una lettera accorata quella che i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil delle Marche (Roberto Ghiselli, Stefano Mastrovincenzo e Graziano Fioretti) scrivono al vice ministro dello Sviluppo economico Claudio De Vincenti. «A distanza di 40 giorni – dicono – non abbiamo più avuto alcuna notizia sull’attuazione del percorso concordato, mentre la situazione socio-economica dell’area di Marche e Umbria interessata dalla crisi dell’ex Antonio Merloni si sta ulteriormente degradando, e rischia di alimentare il senso di abbandono e l’esasperazione di molte persone e famiglie».
La lettera Era il 28 gennaio quando «in un incontro al Mise che ci era sembrato molto proficuo – continuano -, lei aveva assicurato tempi brevissimi per la firma della proroga dell’Accordo di programma tra Governo e Regioni Marche e Umbria, e, a seguire, il varo di una modifica della legge 181 per favorire gli investimenti, unitamente ad una decisa iniziativa per sbloccare la vertenza J&P», ovvero l’azienda di Giuseppe Porcarelli che ha rilevato i beni produttivi della ex Merloni e riassunto 700 dipendenti. Una vendita che però rischia di naufragare.
L’annullamento Nei mesi scorsi infatti il gruppo di banche creditrici si è visto accogliere dal Tribunale e dalla Corte di appello di Ancona il ricorso fatto contro la vendita della ex Merloni alla J&P di Porcarelli. Le sentenze con le quali è stata annullata la cessione hanno stabilito infatti che il prezzo di vendita, fatto dai commissari, era di molto inferiore al reale valore dell’azienda. Commissari che, insieme al ministero e alla Jp, hanno proposto un ricorso in Cassazione di fronte alla quale è ancora pendente. Cgil, Cisl e Uil hanno scritto anche ai parlamentari, alcuni dei quali (Lodolini, Giulietti e Carrescia del Pd oltre a Terzoni del M5S) si sono a loro volta attivati con De Vincenti.
Gli interventi «Siamo alla scadenza del periodo di vigenza dell’Accordo e i 35 milioni di euro giacciono inutilizzati» hanno detto Lodolini e l’umbro Giulietti, che nelle settimane scorse avevano scritto delle lettere, sul medesimo tema, al premier Matteo Renzi e ai ministri Poletti e Guidi. Giovedì a prendere carta e penna è stato anche il deputato del Pd Piergiorgio Carrescia, che ha chiesto a De Vincenti «una rapida e decisa azione sul caso della ex Merloni». «Bisogna dar seguito con la massima sollecitudine agli impegni assunti a fine gennaio con le organizzazioni sindacali, alle quali era stata assicurata la firma in tempi brevissimi della proroga dell’Accordo di programma, la modifica della Legge 181 del 1989 per favorire gli investimenti ed un’azione decisa sulla vertenza J&P».
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