Alla ex Merloni (oggi Indelfab) licenziamento di 537 lavoratori, di cui 262 in Umbria, differito di almeno sei mesi. Confermato in queste ore, infatti, che i curatori fallimentari Simona Romagnoli, Sabrina Salati e Luca Cortellucci potranno chiedere ulteriori sei mesi di cassa integrazione per cessazione di attività finalizzata a scongiurare i licenziamenti, senza costi aggiuntivi a carico della procedura fallimentare. In questo senso, l’ammortizzatore sociale, in scadenza a novembre 2021, resterà in vigore fino a maggio 2022.
C’è la conferma per altri sei mesi di cassa Questo l’esito dell’incontro mercoledì mattina, da remoto, fra i rappresentanti dei ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico, delle Regioni Marche e Umbria, delle parti sociali e dei Curatori. Posticipata, dunque, la nuova ‘ecatombe’ occupazionale per il fabrianese per i 537 lavoratori: 275 a Fabriano (Ancona), stabilimento di Santa Maria, e 262 in Umbria, stabilimento di Gaifana (Perugia). A questo punto i curatori ritireranno ufficialmente la procedura di mobilità e poi avanzeranno ufficialmente richiesta di esame congiunto al ministero del Lavoro per ottenere ulteriori sei mesi di cassa integrazione per cessazione di attività finalizzata a scongiurare i licenziamenti.
Sindacati: «Azienda ha potenziale rilevante» «Si tratta di un risultato significativo – è il commento delle sigle Fim-Fiom-Uilm di Marche e Umbria – poiché da una parte porta ossigeno a livello sociale in un territorio già in estrema difficoltà, dall’altro consente di allungare i tempi in vista di eventuali soggetti che manifesteranno interesse riguardo la vicenda Indelfab di Fabriano che, come ribadito nel corso della riunione odierna vanta ancora un potenziale strategico e industriale rilevante». Il Mise e le Regioni Marche e Umbria hanno confermato che, ciascuno per le proprie competenze, sfrutteranno questo ulteriore lasso di tempo aggiuntivo per un’intensa attività di scouting finalizzata ad individuare investitori italiani ed esteri interessati ad un progetto di reindustrializzazione e per politiche attive del lavoro.
Fioroni: «Scouting per reindustrializzare» A dirsi «molto soddisfatto della revoca dei licenziamenti da parte della curatela» è l’assessore allo sviluppo economico Michele Fioroni, che evidenzia l’opportunità concessa dal decreto ‘Sostegni’ di prorogare il trattamento di integrazione salariale straordinaria per ulteriori sei mesi a partire dal mese di novembre come misura a salvaguardia della continuità occupazionale ed alternativa ai licenziamenti collettivi. Si tratta – commenta – di uno strumento di fondamentale importanza, considerato che il Mise, confermando con le Regioni Umbria e Marche il carattere strategico dell’azienda, ha dato piena disponibilità a proseguire l’attività di scouting finalizzata ad individuare investitori italiani ed esteri interessati ad un progetto di reindustrializzazione del sito industriale Indelfab». Fioroni, dunque, ha indicato tre linee di azione: «Abbiamo infatti rafforzato il programma di politiche attive del lavoro a favore dei lavoratori della Indelfab che trova una specifica riserva di 2 milioni di euro Cigs nell’avviso Re-Work delle scorse settimane. Affiancheremo il Mise nelle attività di scouting per definire un piano di reindustrializzazione che possa consentire la salvaguardia occupazionale del personale in forza alla Indelfab. Svilupperemo a supporto di questa attività una progettualità che, facendo leva anche sulle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, possa consentire – ha concluso – l’attivazione di iniziative industriali a carattere fortemente innovativo, attraendo investimenti esogeni».
Verini: «Lavorare ancora per piani industriali credibili» A commentare l’accordo raggiunto al ministero del Lavoro come «una buona notizia» è il deputato umbro secondo cui «il ritiro dei licenziamenti e la ulteriore proroga della cassa integrazione sono risultati che possono consentire di lavorare ancora per soluzioni e piani industriali credibili, in grado almeno di dare risposte di occupazione e lavoro in quell’area così colpita in questi anni. Credo sia giusto dare atto al ministero del Lavoro che, su input dello stesso ministro Orlando, si è impegnato per questo obiettivo. Ora è necessario che le Regioni Umbria e Marche, lo stesso Ministero dello Sviluppo Economico riprendano in mano – d’intesa con lavoratori, sindacati e comuni – ogni tentativo per favorire iniziative imprenditoriali e industriali e garantire un futuro in quelle realtà».
